Viaggio negli States – seconda parte

lunedì 13 agosto 2012

Ciao a tutti,

con questo caldo, torna la voglia di vacanze, anche se per me quest’anno sono ufficialmente finite, a parte una settimana a settembre che useremo per riposarci ed il 15 agosto in cui andremo nel mio paese natale a tifare Valle al Palio Marinaro dell’Argentario, ci sarete anche voi? Dai, che se vinciamo vi offro un gelato!! 

Intanto, per ingannare l’afa, ecco la seconda parte dei consigli per chi volesse fare un viaggio negli Stati Uniti (la prima parte era qui!). Buona lettura! 

Hotel

Quest’anno purtroppo abbiamo prenotato gli hotel un pò a ridosso della partenza, un errore che ci è costato caro considerando i prezzi che abbiamo dovuto pagare… Nonostante questo, abbiamo avuto la fortuna di trovare sempre hotel di qualità comunque accettabile.

Il primo, l’hotel Granduca a Houston è stato il migliore, ma non solo di questo viaggio, è stato il più bell’hotel  in cui io sia mai stata! E per questo non smetterò mai di ringraziare un amico, anzi, quasi un parente…

L’hotel è un 5 stelle ed è considerato fra gli hotel più belli d’America: nascosto in una zona tranquilla e verde di Houston, le sue camere sono tutte enormi e curatissime suites/bilocali in stile toscano in cui tutto l’arredamento proviene direttamente dall’Italia (considerate che in bagno, anzichè i soliti prodottini da hotel, abbiamo trovato delle minitaglie di prodotti Acqua di Parma).

Si mangia divinamente nel suo ristorante dove lavora uno chef italiano pluripremiato… 

Come immaginerete c’è solo un problema per noi comuni mortali: il prezzo! Ma se riuscite a trovare un’offerta e pagarlo un pò meno, vi garantisco che ne vale davvero la pena!! Magari per il viaggio di nozze o un anniversario importante potete anche fare una pazzia e regalare un week end da sogno alla vostra dolce metà… Pensateci!!

Dopo aver passato diverse notti in uno dei migliori hotel d’America, qualsiasi confronto sarebbe stato infelice… Pertanto, cercando tutta l’obiettività possibile, posso dire che l’hotel Courtyard King Kamehameha a Kona (Big Island of Hawaii) è stato accettabile, soprattutto considerato il prezzo ed il fatto che fosse un 3 stelle. Non male neanche la cena a buffet del suo ristorante, recentemente ristrutturato e riaperto dopo essere stato danneggiato dal piccolo tsunami causato dal terremoto in Giappone l’anno scorso. Se capitate su quest’isola sperduta, questo posto è un’ottima scelta: si trova proprio davanti al mare nel centro del paese, ad una decina di km dall’aeroporto di Kona, è pulito, le camere sono grandi e si spende il giusto.

Ad Honolulu ci siamo stati per quasi una settimana: anche qui l’hotel  era un 3 stelle centralissimo, il Seaside Hotel, e si trovava a 50 metri dalla spiaggia di Waikiki. Comodo quindi, ed anche pulito, ma la camera era piccolissima, una delle più piccole mai viste! Non riuscivamo neanche ad aprire entrambe le valigie contemporaneamente, dovevamo farlo a turno! Il parcheggio poi, nonostante costasse 20 dollari al giorno (prezzo in linea con quelli della zona), era molto piccolo ed era difficile parcheggiare: si trovava nel seminterrato dell’hotel e le numerose colonne presenti infatti erano tutte “smussate”… In conclusione un posto economico senza infamia e senza lode, ma c’è di meglio in zona, basta solo prenotare prima per spuntare un prezzo più basso su hotel di qualità superiore!

A Los Angeles siamo stati in un Hilton a Nord della città, zona Woodland Hills, e ci è piaciuto molto: avevamo la camera superior con la colazione a buffet inclusa (buona ma un pò scarsina a dire la verità…). In genere con gli Hilton si va sul sicuro, sono sempre di buona qualità ed anche stavolta non ci ha delusi. Da segnalare il servizio di valet parking (parcheggio con l’autista) davvero economico, ma attenzione all’auto quando la ritirate, potreste trovarci qualche graffio che all’inizio non c’era…

Appena abbiamo iniziato il viaggio verso San Francisco, ci siamo fermati nel primo hotel infestato (perchè dico “il primo”? continuate a leggere…). Ovviamente non lo sapevamo, altrimenti col cavolo che l’avremmo prenotato!! L’hotel si chiama Historical Santa Maria Inn e non era un granchè anche per essere un 3 stelle, questo a causa della celeberrima “maledizione degli Inn”: tutti gli hotel che hanno “Inn” nel nome sono terribili!!  Provate e vedrete che mi darete ragione! Oltretutto a noi è capitata una stanza nella zona vecchia non ristrutturata, dove i corridoi sembrano quelli del film Shining e la moquette puzza terribilmente (come pure nella hall…).

Appena arrivati, di sera tardi, ci siamo accorti che sulle porte di alcune stanze c’erano delle stelle dorate con i nomi di personaggi famosi. La porta della nostra era senza stelle, ma su quella accanto c’era scritto “Marylin Monroe” (e non scherzo guardate la foto!). Entrati in camera, cerchiamo subito di capire se effettivamente Marylin avesse dormito proprio lì cercando dall’iPhone, ma appena digitato il nome dell’hotel troviamo fra i primi risultati recensioni di persone che sostenevano che l’hotel fosse posseduto dagli spiriti. Ecco, immaginate voi la scena: è mezzanotte, in una stanza di un hotel stile anni 40, con un letto altissimo e le coperte che arrivavano fino a terra, ci siamo io e mio marito sul letto completamente vestiti e le valigie con i pigiami chiuse dall’altro lato della stanza, accanto ad una inquietante porta chiusa (che abbiamo scoperto la mattina dopo essere l’armadio) e io che dovevo anche andare in bagno a struccarmi. E delle persone su internet dicono che sto per passare la notte in un hotel infestato dai fantasmi.   Risultato: costringo mio marito ad alzarsi dal letto e prendere i pigiami, mentre io con un balzo arrivo in bagno ed in 15 secondi netti apro la salvietta struccante trovata in quell’hotel la passo sul viso e mi tuffo di testa sul letto stando attenta a non avvicinarmi troppo con le gambe (che non sia mai esca qualcosa da sotto…). Da questo momento, fino alla mattina dopo non ho rimesso piede per terra nè ho chiuso occhio.

Se amate il brivido vi consiglio di visitarlo, in effetti è rimasto a 60/70 anni fa (anche come igiene…), se invece come noi volete solo un letto comodo e pulito dove dormire, allora cambiate hotel. Beh, avremo comunque una storia da raccontare ai nostri figli. Ah dimenticavo!! L’ascensore che ti porta al piano delle camere ricorda quelli dei film horror ambientati nei vecchi ospedali psichiatrici, con tanto di rumori sinistri ed abbassamenti di luci…

Ma giusto il tempo di riprendersi una notte in un tranquillo e moderno hotel della catena Courtyard by Marriott a Morgan Hill (che vi consiglio perchè economico nonostante sia vicino alla Silicon Valley), che ci siamo ritrovati in una situazione analoga, se non peggiore, a San Francisco.

L’hotel Queen Anne è infatti uno splendido palazzo in stile vittoriano nel centro di San Francisco, fra le zone di Union Square e Japan Town. Peccato che anche qui abbiamo scoperto la sera, anche stavolta appena prima di andare a letto, che c’erano i fantasmi. Ancora!?!? Sì, ma stavolta si trattava di qualcosa di più preciso: abbiamo scoperto, sempre grazie ad internet, che quel palazzo in realtà era nato secoli prima come una scuola privata per ragazze facoltose e la direttrice pare che ancora non voglia abbandonare quella che era la sua stanza. In particolare al quarto piano hanno visto la sagoma bianca di una signora fra le stanze e diversi ospiti dell’hotel si sono trovati la mattina con lenzuola e coperte perfettamente rimboccate dopo essercisi addormentati addirittura sopra: se avessi visto qualcosa del genere, mi avreste trovata aggrappata al lampadario!

Inoltre abbiamo capito solo dopo che cosa era il gruppo di persone che curiosava nei vari piani dell’hotel appena siamo arrivati: dovete sapere che il Queen Anne è l’hotel da cui parte uno dei più famosi “ghost tour” di San Francisco e viene presentato come uno dei posti più infestati della città. Sono sicura che a questo punto qualcuno di voi avrebbe lasciato la sagoma sulla porta stile Gatto Silvestro, ma noi no! Con coraggio ed ormai abitudine ci siamo apprestati a dormire per ben 2 notti in quest’hotel: ma se la prima notte ho faticato ad addormentarmi, la seconda ero talmente tanto stanca ed il letto era così comodo che ho dormito fortunatamente come un sasso. E la mattina dopo, niente coperte rimboccate.

Un capitolo a parte lo merita l’ascensore: quello dell’Historical Santa Maria in confronto a questo era un concentrato di tecnologia! Vi dico solo le pareti interne erano imbottite rivestite di una stoffa damascata e c’erano anche una panca intonata alle pareti e un piccolo lampadario con i cristalli. Ovviamente i cigolii e i rallentamenti o gli sbalzi di luce ti accompagnavano per tutto il lentissimo viaggio fino al terzo piano, ma che ve lo dico a fare… Avete presente la Hollywood Tower a Disneyland? Ecco, uguale. Ci aspettavamo solo di vedere i fantasmi una volta aperte le porte per poi precipitare nel vuoto! Alla fine abbiamo deciso di fare un pò di movimento in più ed abbiamo sempre fatto le scale fino alla mattina della partenza, dove carichi di valigie non abbiamo potuto evitarlo!

L’hotel comunque era fantastico e se mai torneremo a San Francisco probabilmente lo terremo di nuovo in considerazione come sistemazione. Era molto pulito, la camera era grande e c’era un arredamento curato nei minimi dettagli per ricreare proprio un’atmosfera antica e accogliente. Il personale era gentile, ma non particolarmente “volenteroso”: con 4 valigie non si sono degnati neanche di tenerci aperta la pesante porta d’ingresso quasi impossibile da aprire con il vento! Per il resto, da segnalare che la colazione era inclusa nel prezzo ma era un pò scarsina: qualche brioche, un pò di frutta, pane e uova sode, ma niente uova strapazzate!! Peccato! Per il resto è stato comunque un bel soggiorno!

Fino a qualche giorno fa pensavo che il capitolo hotel sarebbe finito qui. Ma proprio mentre sceglievo le foto per questo articolo ho notato una cosa insolita: fra le migliaia di foto fatte in questa vacanza (non scherzo, in ogni viaggio scattiamo almeno 2/3000 foto) mi sono accorta che su una di queste c’è qualcosa che non deve esserci. Potrebbe essere un granello di polvere che attraversa l’obiettivo, oppure un riflesso (meno probabile), ma è la prima volta che a noi si presenta questo problema su una foto fatta con una reflex. Il fatto poi che la foto incriminata sia stata scattata nel famoso hotel infestato di San Francisco mi ha fatto pensare e cercare sul web ovviamente. Scoprendo cose che non avrei mai immaginato: innanzitutto non sono la prima che in quell’hotel si accorge di cose strane nelle foto una volta tornata a casa. Ad esempio un ragazzo, fotografando la stanza che si dica sia appartenuta alla signora/fantasma, ha immortalato un fenomeno simile al mio: sembra un riflesso o forse un granello di polvere, o forse un fantasma come sostiene lui, in realtà si chiamano “orb” e ci sono opinioni discordanti su cosa possano essere. Sono la prima ad essere scettica su queste cose: fino ad oggi quelli che parlavano di fantasmi e cose paranormali ho sempre pensato fossero un pò ingenui e creduloni, ma ora che ci sono in mezzo (dimenticavo di dirvi che la foto a lato è un ritaglio di una foto più grande in cui sono presente io…) mi piacerebbe vederci più chiaro. La spiegazione scientifica sicuramente c’è (ci deve essere!!), ma magari con le attuali tecnologie ancora non l’abbiamo scoperta… Quindi il dubbio rimane. Voi che ne pensate?

Centri commerciali ed outlet

Partiamo dal concetto di base: se andate negli States non potete non fare shopping!! Lì ci sono cose che in Italia non si trovano o che costano molto e, anche se il cambio non è più favorevole come in passato (almeno per ora…), è sempre conveniente partire con le valigie mezze vuote e riempirle di nuovi acquisti durante il viaggio.

Per cui, visita d’obbligo a qualche centro commerciale. Noi siamo stati al Galleria a Houston che era ad un paio di km dal nostro fantastico hotel, poi abbiamo fatto un salto anche all’Ala Moana Center ad Honolulu. Rispetto alle altre volte stavolta abbiamo avuto il cambio meno favorevole per cui non era molto conveniente fare acquisti ed infatti ci siamo trattenuti (soprattutto io… ). Nonostante questo, i nostri acquistini li abbiamo fatti…

In particolare, mio marito, che è innamorato pazzo di me,  ha insistito per comprarmi un fantastico braccialetto Tiffany (quello originale!!) nel negozio dentro Galleria: potevo dire di no???? Magari si sarebbe offeso… ho dovuto per forza accettare e scegliere l’ultimo modello uscito!!

Oltre a questo, nei centri commerciali abbiamo comprato ben poco: qualche vestito ad Honolulu ma solo perchè erano iniziati i saldi (eh sì, anche negli USA ci sono, solo che oltre a quelli invernali ed estivi, loro possono farli anche in altri periodi dell’anno).

Ma come abbiamo riempito le nostre valigie? Semplice: outlet! Ci sono anche lì e sono abbastanza convenienti, peccato che secondo me ancora non ci sia proprio la cultura degli outlet come invece c’è in Italia: lì in genere negli outlet si trovano abiti davvero inguardabili, ma se si cerca bene si possono fare belle scoperte, in particolare per quanto riguarda marchi che in Italia non si trovano o costano molto.

Noi abbiamo visitato quelli della catena “Premium Outlets” perchè già prima di partire avevo verificato che lì dentro ci sono punti vendita di “The Cosmetic Company Store”, ovvero dei fantastici negozi che vendono prodotti di passate collezioni di M.A.C., Bobbi Brown, Estee Lauder, Origins, ecc. a prezzi scontati. Ovviamente, trattandosi di outlet, non troverete mai le collezioni appena uscite, ma solo prodotti di vecchie collezioni, rimanenze di almeno 3/4 mesi prima non sempre tutte disponibili per tipo o colore (pensate che sono dovuta passare da 3 di questi negozi prima di trovare un fondotinta del colore che volevo, perchè erano tutti o troppo scuri o troppo chiari). Alla fine però, se non cercate un prodotto in particolare e, come me, non fremete per provare le ultime collezioni, sicuramente troverete tantissime cose da comprare fra quelle disponibili. Attenzione alle commesse però: quasi tutte quelle che ho incontrato erano antipatiche e le poche volte che si degnano di aiutarti lo fanno controvoglia ed in modo molto superficiale.

I prezzi, nonostante siano scontati di circa il 30%, sono comunque piuttosto alti, ma ciò è dovuto alla qualità dei brand in vendita (Bobbi Brown costa un patrimonio anche lì, mi sono svenata per comprare una palettina minuscola di questa marca, spero ne sia valsa la pena! ), anche perchè se si mettono a confronto gli stessi prodotti, rispetto ai prezzi praticati in Italia si può arrivare ad ottenere un risparmio di oltre il 50% che effettivamente non è male.

Insomma, non dico che è stata una mezza delusione, perchè ho comprato diverse cosucce in 3 outlet (Houston, Camarillo vicino Los Angeles, Napa vicino San Francisco), ma mi aspettavo di più in termini di risparmio e di consulenza. Una visitina la meritano comunque, soprattutto se non cercate qualcosa in particolare ma volete fare un pò di shopping compulsivo, posto ideale per non farsi troppo del male! E poi magari trovate quell’ombretto limited edition che non si trova più in circolazione da mesi ed a cui voi eravate così tanto affezionate… Insomma io ci tornerei, ma senza troppe aspettative stavolta!

Ma nei Premium Outlet si compra bene anche altro: ad esempio io ho trovato un paio di abitini DKNY e diverse magliette Aeropostale a prezzi stracciati. Tra i brand interessanti che si possono trovare c’è ad esempio TAG Heuer (nel Premium Outlet di Houston c’è l’unico outlet degli USA), Converse, Fossil, Wedgewood (chi si è sposato ed ha preparato una lista nozze conosce sicuramente questa marca…), Kate Spade, oltre ovviamente ai vari Nike, Reebok, Furla, Puma, ecc. che si trovano anche in Italia ma a prezzi più alti. Si comprano bene anche gli occhiali da sole, in particolare quelli di marche americane ed io ho ovviamente approfittato buttandomi a capofitto su un paio di Maui Jim (ma che ve lo dico a fare… tanto lo sapete già che Maui ce l’ho nel cuore!!)

Ma la sorpresa più grande riguardo agli acquisti è stata il Nordstrom Rack.

Nordstrom è una catena di grandi store multipiano che vende un pò di tutto, dall’abbigliamento agli accessori per la casa, paragonabile alla nostra Rinascente o alla Coin, con la sola differenza che lì la maggior parte di questi negozi si trovano dentro degli enormi centri commerciali, mentre in Italia puoi trovarli anche da soli (i negozi della Rinascente sia a Milano che a Firenze sono in pieno centro storico!). In generale i prezzi di questi store sono quelli di listino e dal momento che vendono principalmente marche famose e costose, ho sempre evitato questi negozi anche in passato con il cambio più favorevole.

Grazie al solito amico però abbiamo scoperto che vicino al gigantesco centro commerciale Galleria di Houston ci sono degli “outlet” ed il Nordstrom Rack è uno di questi: dovete sapere infatti che le grandi catene di negozi multimarca negli States non buttano via nè rispediscono in fabbrica le collezioni passate, ma pare che le vendano con fortissimi sconti in questi enormi magazzini. E non sto parlando solo di abbigliamento… Ma anche di accessori (scarpe, borse, portafogli…), di intimo, di bigiotteria e orologi (mio marito ha comprato un orologio Victorinox ad un prezzo stracciato), di accessori tecnologici (ad esempio la mia attuale cover per iPhone proviene da lì), e soprattutto COSMETICI!!!! Eh sì, oltre ad alcuni capi di abbigliamento per me e mio marito, anche qui ho fatto alcuni acquisti di prodotti Urban Decay e Too Faced a prezzi che neanche vi dico! Vi basti pensare che le stesse cose in Italia costavano il triplo! Ma avrete già immaginato il perchè: anche queste sono rimanenze, che non possono tenere nei negozi “ufficiali” e svendono in questo modo. L’acquisto di cui sono più fiera è la palette Book of Shadow IV della Urban Decay, pagata intorno ai 25 euro, quando pochi mesi fa in Italia era venduta a 60/70 euro ed ora si trova su Ebay a prezzi ancora maggiori…

C’erano anche prodotti Stila, ma mi davano poca fiducia per cui le ho lasciate dove erano anche se i prezzi erano proprio concorrenziali: ad esempio ho visto la palette Daydream a meno di 10 dollari, ma credetemi se vi dico che secondo me non ne valeva neanche 2, dal momento che gli ombretti erano polverosi, all’apparenza poco scriventi e sbiaditi, sembravano trucchi per bambine! Peccato, perchè dalle foto sul loro sito non si direbbe proprio, eppure…

Ma tornando al negozio, le commesse sono molto gentili e disponibili, pensate che una mi ha detto timidamente che secondo lei somiglio a Katy Perry, scatenando l’ilarità di mio marito che mi ha chiamato Katy per il resto del viaggio  (ma contemporaneamente diceva che non aveva tutti i torti… Mah!).

Ad Honolulu invece abbiamo visitato sia il Premium Outlet poco fuori città (grande delusione, forse sono addirittura meglio i negozi vicini) sia l’Ala Moana Center proprio in centro, ma gli acquisti migliori li ho fatti nei negozi turistici di Waikiki, i cui clienti sono principalmente turisti giapponesi, di cui Honolulu è piena: pensate che quasi tutti accettano anche yen e spesso ci sono le doppie etichette, in inglese e giapponese. Qui ho trovato prodotti Too Faced a metà prezzo o ancora meno e ne ho preso qualcuno, ovviamente…  Inoltre ho comprato anche 2 kit O.P.I. di cui uno appena uscito: la collezione Nicki Minaj di quest’anno (lei è quella che canta nel video di David Guetta) e la collezione Burlesque del 2010. Devo ancora provarli, poi vi dirò, ma sono sicura che saranno fantastici, ed anche se non lo fossero li ho pagati così poco (11 dollari ogni kit) che mi accontento!

La fortuna ha poi voluto che a Los Angeles avessimo un altro Nordstrom Rack proprio accanto all’hotel, per cui anche qui un’incursione rapida mi ha permesso di scovare diversi prodottini Too Faced fuori produzione a pochi dollari.

Altri outlet tipo il Nordstrom Rack che abbiamo visitato sono stati: Saks Fifth Avenue Off 5th all’interno dei Premium Outlets, dove oltre ad un vasto assortimento di vestiti e gioielli di marca, si trovano anche cioccolate Godiva e make up Cargo scontati e se aderisci al loro programma di fidelity ti fanno ulteriori sconti; Last Call by Neiman Marcus vicino la Galleria di Houston, che però ha prezzi comunque alti e vestiti un pò troppo eleganti per cui siamo usciti da qui a mani vuote.

A breve vi parlerò più in dettaglio del makeup che ho comprato, per ora vi lascio con questi consigli.

Ecco, lo sapevo, ho scritto anche stavolta un’enciclopedia, ma in 3 settimane ne sono successe di cose…

Per cui vi ringrazio se siete arrivati eroicamente fino alla fine e spero di esservi stata utile o avervi fatto almeno sorridere un pò! 

Alla prossima!

Pam

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2 Responses to “Viaggio negli States – seconda parte”

  1. avatar Luisa ha detto:

    Wow stupenda questa recensione devo appuntarmi tutto..mi piacerebbe visitare l’America un giorno e poi mi fa morire dalle risate xD sei l’unica in grado di farmi leggere una recensione così lunga lasciandomi la suspense di voler leggere ancora altro 😀
    Grazie mille per tutte le info!!

    • avatar Pamela ha detto:

      Grazie Luisa, questo è uno dei più bei complimenti che abbia ricevuto riguardo al blog! La cosa più difficile quando si scrive un articolo infatti è cercare di non essere noiosi (almeno per me!) e non sai quanto mi rende felice sapere che ci riesco!! 🙂
      Ti auguro di fare presto un viaggio in America: come avrai capito mi sono trattenuta dallo scrivere ancora di più, per cui quando andrai fammi un fischio che ti do altre dritte!!
      Ciao! 😉

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