13 Reasons Why… ma sono proprio 13 i motivi? – seconda parte

venerdì 11 agosto 2017

Ciao a tutti,

torniamo ad Hannah e ai suoi problemi… che in fondo (a parte una grossa eccezione) non sono poi così diversi da quelli che avevamo noi alla sua età.

Sono contenta di aver letto i vostri commenti sotto al primo post in cui concordavate con me su alcuni aspetti di questo telefilm. Pensavo di essere la sola a pensare che la serie fosse fuorviante e superficiale, invece a quanto pare ha fatto la stessa impressione anche ad altri che l’hanno vista (parlo di te, Enza).

Attenzione!! Anche questo post contiene spoiler e fatti altamente personali, per cui se non vi interessano, ci rivediamo al prossimo post!

Puntata 6

La trama: un tuo compagno di classe ci prova con te in modo pesante davanti a tutti e tu lo respingi.

Ecco, dovresti spiegarmi se l’avere a che fare con gli stronzi (scusate il francesismo) è un motivo per togliersi la vita. In tal caso credo che la popolazione mondiale oggi sarebbe la metà. E tutti i sopravvissuti sarebbero stronzi.

Mia esperienza: era capodanno e io avevo 14 anni e mezzo. Ero con la mia famiglia in discoteca (eh sì, all’epoca le discoteche erano una delle poche opzioni per il capodanno dalle mie parti…) e incontrai un paio di ragazzi più grandi di me. I miei erano in un’altra sala a ballare liscio credo. Io ero nella sala principale in mezzo a centinaia di altre persone insieme ad una mia amica e si avvicinano questi due, uno anche carino ma visibilmente ubriaco con la birra in mano che mi si avvicina e si mette a ballare con me, l’altro con la mia amica. Quello con la birra in mano mi ballava appiccicato e ogni tanto provava a baciarmi. Io la prima volta lo allontanai facendo finta di niente e continuando a ballare, pensai di aver capito male, forse era scivolato o chissà… La seconda lo allontanai in modo più deciso. La mia amica mi prese da parte e mi urlò nell’orecchio (non so se sapete cosa erano le discoteche un tempo, roba da restare sordi per 3 giorni) che il ragazzo con il quale stava ballando lei le aveva confessato che non era minimamente interessato a lei, ma doveva tenerla impegnata perchè il suo amico che ballava con me voleva portarmi a letto. Non avevo neanche 15 anni, ma forse non ero proprio scema: mi ero già accorta che qualcosa non andava, allora presi tutto il mio coraggio e gli dissi in faccia che ero lì solo per ballare. Lui continuò a provarci come se non mi avesse nemmeno sentita, così un po’ irritata e un po’ spaventata da quell’atteggiamento me ne tornai dai miei genitori, ai quali non dissi nulla, insieme alla mia amica. Lui mi seguì, ma vedendo che ero con adulti si dileguò e per fortuna non lo vidi più.

Puntata 7

La trama: un altro compagno ti fa capire che gli interessi e tu lo umili davanti a tutti facendogli una piazzata (ma perchè, mi chiedo, perchè???) senza motivo. Lui si vendica e per dispetto ti fa sparire i bigliettini che ti manda il tuo spasimante e che ti facevano sentire amata e desiderata. Tu gli scrivi una lettera e lui per orgoglio non la legge davanti a te (ma non la butta al contrario di quello che pensi).

Ancora una volta pensi di essere al centro del mondo e che tutti devono rispettarti mentre tu puoi sputare veleno sugli altri infamandoli solo perchè hai le palle girate… La meritavi tu la cassettina accusatoria per la piazzata che gli hai fatto davanti ai suoi amici.

Mia esperienza: a 14 anni mi piaceva il cugino della mia migliore amica. La prima cottarella, quella che prendi per il ragazzo più grande, quando ti vedi brutta e pensi che non ti guarderà mai. Non so come, l’avevo detto solo ad amiche fidate, ma lui lo scoprì e mandò suo fratello e altri amici ad indagare. Ovviamente negai tutto per timidezza sperando però di essere avvicinata in futuro direttamente da lui. Dopo un anno conobbi un altro ragazzo, quello che mi perseguitò quando ci siamo lasciati, di cui vi parlai nell’altro post, e che mi è stato con il fiato sul collo per mesi (dovevo capirlo da subito che qualcosa non andava ma una ragazzina ingenua di 15 anni non ci fa nemmeno caso a certe cose…). “Mi piace un altro” gli dissi, ma lui non mollò e mi mentì dicendo che conosceva bene quello di cui ero innamorata io il quale non sapeva neanche della mia esistenza perchè i suoi interessi erano per altre ragazze “più grandi e più belle” di me. Così, fidandomi delle sue parole, me ne feci una ragione e dimenticai quello della cotta, pensando di non essere all’altezza di un ragazzo così carino (riguardando ora le foto dell’epoca… beh parliamone!!). Mi innamorai quindi del bugiardo e mi ci fidanzai. In seguito lui mi disse con orgoglio e soddisfazione che in realtà il ragazzo della prima cotta si era interessato a me, avrebbe voluto conoscermi mentre lui gli aveva “sconsigliato” di avvicinarsi perchè ero troppo piccola… Ci ho riso su perchè erano passati dei mesi e ormai ero innamorata e non vedevo altri ragazzi oltre che lui, però ormai ero straconvinta di essere un cesso inguardabile, convinzione che ho mantenuto per anni. Con il senno di poi vi dico che azzerare l’autostima di una quindicenne già di per sè un po’ timida e insicura dicendole che non è all’altezza neanche di conoscere il ragazzo che le piace perchè “non abbastanza bella e figa”, solo per togliere di mezzo un potenziale rivale, anche se sembra una sciocchezza, in realtà è una gran bastardata che può comportare gravi conseguenze. Il rischio è che lei ci creda veramente, soprattutto se si fida di te ciecamente, e non puoi mai sapere come reagirà alla consapevolezza (errata) di essere inferiore agli altri. Io reagii attaccandomi molto a lui, perchè pensavo che mi stesse facendo un favore a stare con me. Ho fatto un’enorme fatica quando ci siamo lasciati a riacquisire un po’ di fiducia in me stessa e di questo posso ringraziare solo i ragazzi che sono venuti dopo, in particolare quello che poi è diventato mio marito. Ho imparato da tutta questa storia ad amarmi di più e che se un rapporto inizia con una bugia (e non innocente se fai credere ad una ragazza di essere brutta e sfigata), non può che finire male. Infatti…

Puntata 8

La trama: un tuo amico, per far capire agli altri che stai soffrendo, pensa che può aiutarti pubblicando una tua poesia in cui scopri i tuoi sentimenti in forma anonima che tu però non volevi fosse pubblicata. In pochi capiscono che sei tu l’autrice, ma tu te la prendi lo stesso con quel tuo amico.

Ok, il tuo amico è stato scorretto, gli avevi detto di non pubblicare niente e lui invece l’ha fatto di nascosto. Poi però nella puntata 11 dici ad un ragazzo di andare via e lui fa come gli dici, ma tu volevi che restasse. Insomma bisogna essere veggenti con te, non si capisce mai cosa vuoi, a prescindere da quello che dici. E poi l’ha fatto a fin di bene e non ha pubblicato il tuo nome, quindi potevi sempre negare di essere l’autrice della poesia.

Mia esperienza: mi ero lasciata da pochi giorni dalla storia lunga con il bugiardo di cui vi ho parlato sopra ed avevo conosciuto un ragazzo tramite amici. Ci sono uscita qualche sera, semplicemente giravamo per pub e discoteche, un pizza e niente altro, ma mi resi conto che lui si era già fatto troppi film e mi vedeva già all’altare (avevo 20 anni…), anzi mi disse proprio che mi vedeva come “l’angelo del focolare ad accudire i suoi figli”. A parte che questa immagine di me associata a marmocchi urlanti e stoviglie da lavare, mi faceva più impressione di Arancia Meccanica, comunque mi sembrava che lui volesse correre troppo. Mi sentivo incastrata di nuovo in una storia potenzialmente importante, mentre io avevo bisogno di tempo per smaltire i postumi di quella vecchia e ricucire le ferite. Quindi sicuramente non era il momento giusto, poi capii che anche la persona non era la mia anima gemella. Dopo 3 o 4 giorni, il tempo materiale di conoscerlo un po’ e di rendermi conto che non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, infatti presi coraggio e gli dissi che secondo me stavamo correndo troppo (che tradotto voleva dire “mi stai troppo addosso, lasciami respirare!!”) e che io avevo bisogno di tempo prima di rituffarmi in un nuovo fidanzamento ufficiale. Non gli stavo dicendo che lo lasciavo, ma volevo solo fare tutto con più calma e che chissà, magari in futuro saremmo stati insieme, ma non c’era bisogno di farlo in modo così frettoloso e ossessivo. Non vi immaginereste mai come se la prese a male: mi urlò contro rabbioso (ma a quello c’ero abituata con il mio ex), mi offese nei modi peggiori, sembrava impazzito, totalmente un’altra persona da un momento all’altro. Il tutto nella via più trafficata di Siena. Infatti dopo mezz’ora già lo sapevano i miei amici (che mi hanno presa in giro per mesi) e mezza città. Ma non solo: scoprii in quel momento che sapevano anche nei minimi dettagli quello che ci eravamo detti nelle sere che siamo usciti insieme, compresi miei sentimenti e pensieri personali sulla storia con il mio ex finita da poco. Il tutto ingigantito e infarcito di qualche balla. Mi aveva messa a nudo e per una persona timida come me era un problema anche guardare in faccia i miei amici. Nei giorni seguenti si pentì e mi chiese scusa, cercò di rimediare ritrattando tutto con i miei amici, ma ormai il danno era fatto ed io avevo capito con che persona avevo a che fare e mi allontanai. Nonostante tutto restammo comunque amici, anche se in seguito lo vidi poche altre volte. Come vedi, Hannah, i sentimenti delle persone vengono in continuazione esposti in pubblica piazza, sia a fin di bene in forma anonima (come è successo a te) che per vendetta e in modo plateale (come è successo a me).

Puntata 11

La trama: il ragazzo che ti piace ci prova con te e tu prima sembri consenziente, poi lo respingi.

Penso che la frase precedente si commenti da sola. Se avesse continuato ignorando le tue proteste, sarebbe stata una violenza, invece ha fatto quello che gli hai urlato, è andato via. E senza capire perchè. Cara, hai problemi. Seri.

Mia esperienza: con il mio primo ragazzo litigavo spesso. Ogni volta lui mi scaricava sotto casa piangente. Io correvo a casa urlandogli di andare via, ma dentro di me speravo che lui mi seguisse per le scale e cercasse di fare pace. Mai successo. Ma il problema non era questo, sapevo che dopo quello che gli avevo detto era illogico che lui mi seguisse, anche se ci speravo sempre. A differenza tua, io capivo che i “vattene via” che nel mio cuore erano “non andartene”, per lui erano ovviamente “vattene via”. Quello che però capitava era che lui spariva fino al lunedì seguente: durante il weekend infatti andava in discoteca a divertirsi con gli amici per poi degnarsi di ritornare a chiedere scusa la settimana successiva, negando pure di essere uscito. Per anni gliel’ho permesso, avvicinandomi a lui sempre di più ogni volta che tornava e non credendo a chi cercava invece di aprirmi gli occhi. Un bel giorno si è svegliata la mia dignità, cosa che non pensavo neanche di avere, ho aperto gli occhi e finalmente ho capito che nessuno doveva permettersi di trattarmi così. Il giorno in cui l’ho detto a lui ci siamo lasciati definitivamente. E’ stata la mia fortuna. Ma non è il tuo caso, tu non stavi litigando e solo per un tuo disagio mentale (ripeto, hai problemi) hai urlato alla persona di cui eri innamorata di andare via senza dargli spiegazioni.

 

La mia interpretazione della trama delle singole puntate termina qui. Non sono una psicologa, parlo solo per esperienza dall’alto dei miei quasi 40 anni (ommamma l’ho scritto davvero???).

La puntata 12 penso che sia l’unica che potrebbe far scattare qualche istinto suicida in una persona debole, ma da qui al metterlo in pratica ne passa… Quindi dei 13 motivi per me ne rimane solo uno, grave, gravissimo, ma superabile con il supporto opportuno. E chi potrebbe darle supporto se non i suoi adorabili genitori??? Alzi la mano chi non ha invidiato Hannah per il suo splendido rapporto con i suoi genitori. Parliamo di genitori comprensivi, disponibili, protettivi, pronti a perdonarti se ne combini una, ad ascoltare i tuoi sfoghi ed aiutarti in tutto. Secondo me, se invece di andare a scuola a parlare con il professore, avesse parlato con i suoi genitori, a quest’ora non staremmo qui a piangerla.

Il problema vero è che questa ragazza ha mascherato una patologia mentale per anni che con il tempo si è aggravata, portandola al suicidio. E 12 delle 13 cassette per me sono solo scuse, non motivi.

E qui torniamo al target del telefilm: gli adolescenti. Io continuo a pensare che la produzione abbia sbagliato target e che questo errore possa generare gravi conseguenze. Non sono bacchettona, non metto la testa sotto la sabbia, ma proprio in considerazione del fatto che l’adolescenza è un’età difficile (oggi forse più di un tempo) in cui i ragazzi sono fragili ed assorbono con facilità dall’ambiente esterno idee e princìpi, ecco, non avrei indirizzato a loro una serie che a me sembra un “manuale per aspiranti adolescenti suicidi” con tanto di giustificazioni stupide e guida per tagliarsi le vene.

Che ne pensate di questa serie? Condividete il mio pensiero?

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4 Responses to “13 Reasons Why… ma sono proprio 13 i motivi? – seconda parte”

  1. avatar nella crosiglia ha detto:

    Condivido pienamente il tuo pensiero anche se , come ho già detto non ho visto la serie.
    Indubbiamente le tue storie farebbero comodo a i nostri registi attuali che impazzano per questi temi, allargando ancora di più il problema,forse esasperando le cose, e buttandoci pericolosamente incontro a persone deboli caratterialmente che possono procurarsi seri guai.
    Brava come sempre
    Bacio

    • avatar Pamela ha detto:

      Hai centrato il problema cara Nella. Vi ho raccontato alcuni fatti del mio passato, che oggi mi fanno quasi sorridere (alcuni…) mentre quando li ho vissuti mi sembravano gravi. Nonostante questo sono ancora qui a raccontarli e come me, migliaia di ragazze della mia generazione che hanno subito cose ben peggiori.
      Un telefilm del genere, che in qualche modo “legittima” il suicidio per futili motivi, è dannoso per tutti gli adolescenti che si sa, sono fragili, ma di più per quelli con problemi. Come se non bastasse, non è chiaro che la protagonista abbia dei seri problemi perchè viene dipinta come una normale ragazza che viene spinta al suicidio dall’ambiente circostante, quando non è assolutamente così.
      Un bacio!

  2. avatar Enza ha detto:

    Ciao Pam,

    penso che tu conosca abbastanza bene la mia posizione riguardo questa serie ed il confronto che abbiamo avuto nello scorso post ne è la prova.
    Anche io credo che, in fin dei conti l’unico, vero, grave motivo per il quale possa essere scattata l’intenzione di suicidarsi sia in definiva la violenza subita, nella piscina, dal ragazzo di cui ora non ricordo il nome. Che, come dici tu, poteva risolversi con l’aiuto degli splendidi genitori, nonchè dello psicologo della scuola che fu – poverino – a sua volta accusato per non esser stato abbastanza analitico nell’aiutarla a risolvere la faccenda.
    Che poi, diciamocelo, la violenza sessuale poteva essere benissimo evitata se invece di buttarsi nella vasca, visto l’aria che tirava, avesse fatto marcia indietro e se ne fosse tornata bellamente a casa.
    Insomma Hannah si sentiva circondata da mostri, non riusciva a vedere il bello di alcune azioni dei suoi amici, nè tantomeno riusciva a reagire con forza alle esperienza negative che le sono capitate e che l’avrebbero dovuta rendere più forte.

    Un bacio
    Enza

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao Enza,
      anche io la penso come te, soprattutto sul fatto che anche la stessa violenza era evitabile, ma non ho voluto sbilanciarmi così tanto nel post perchè stiamo parlando pur sempre di una ragazzina adolescente che ha problemi mentali. Perchè solo una con problemi mentali non arriva a capire che restare da sola in piscina con un ragazzo può avere certe conseguenze, soprattutto dopo aver assistito pochi mesi prima alla stessa scena di violenza fra quello stesso ragazzo e una sua amica.
      Un bacio!

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