Japan time! Food edition

giovedì 16 luglio 2015

Gero Cena tipicaCiao a tutti,

io ci avevo provato a pubblicare un articolo breve sul Giappone. Il risultato è stato uno dei più lunghi mai scritti!! a005Per questo motivo ho deciso di parlarvi in modo più approfondito di due argomenti in cui sapevo mi sarei dilungata ulteriormente perchè interessano molti/e di voi: cibo e cosmetici.

Inizio con le specialità della tavola correlate.

Sushi

Non pensate che Giappone vuol dire solo sushi, anzi, a dire la verità il sushi è costoso quasi quanto nei ristoranti giapponesi in Italia (parlo di quelli veri, non quelli cinesi “mascherati”) e generalmente non rispecchia i gusti di noi occidentali. Ad esempio, l’ultimo giorno abbiamo voluto provare un ristorante molto rinomato a Tokyo per il sushi (pensate che abbiamo aspettato 2 ore per sederci e la coda è gestita da una macchina che distribuisce numerini…), dove si dice che è possibile avere un’esperienza unica, introvabile in Italia: e meno male, aggiungo io!! g015Non ho mai mangiato un sushi peggiore!! a067

Macchinetta ipertecnologica che distribuiva numerini per la coda... e cameriere che ogni tanto usciva dal ristorante e urlava numeri in giapponese (meno male c'era il cartello...)

Macchinetta ipertecnologica che distribuiva numerini per la coda… e cameriere che ogni tanto usciva dal ristorante e urlava numeri in giapponese (meno male c’era il cartello…)

Intanto nei nigiri avevano messo una quantità di wasabi impressionante. Poi il pesce sapeva molto, troppo, di mare (considerate che a me piacciono le ostriche e tutto quello che sa di mare, ma questo era eccessivo) e la consistenza era troppo molle, forse qualcosa a cui noi europei non siamo abituati. i061 Il risultato è stato che sono uscita da lì disgustata e con lo stomaco in subbuglio tanto che mi sono rifugiata in un vicino Starbucks (unico locale aperto alle 22.30, visto che in genere i ristoranti accettano gli ultimi clienti alle 21, alcuni anche alle 20!!a106) a bere un più tranquillo thè verde…

Ho gradito invece altri ristoranti di sushi meno noti ma più “normali” dove si poteva risparmiare con i menu e il wasabi dentro ai nigiri era di meno e dal sapore meno intenso, mangiabile insomma. In questi ristoranti devo dire che la cosa migliore era il tonno: aveva un gusto così diverso da quello che mangiamo in Italia, molto più delicato, che stentavo a credere che fosse lo stesso pesce!!a184

Sushi a Narita Airport

Il primo pranzo in Giappone: sushi, tempura, zuppe ed altre cose commestibili non identificate! Da notare il gunkan con le uova di riccio di mare (delizioso!!!) e il nigiri al tonno di colore rosa (in Italia è sempre rosso scuro), dal sapore delicato

Abbiamo anche provato un chirashi, un piatto buonissimo composto da una ciotola di riso con sopra tanto sashimi, verdure e filetti di anguille grigliate: un piatto unico che ci ha fatto arrivare tranquillamente fino a sera senza fame.

Ma a dispetto di qualsiasi aspettativa abbiamo mangiato pochissimo sushi, forse 3 o 4 pasti in 2 settimane. Il resto è stata una continua scoperta.a100

Shabu-shabu

A cominciare dallo shabu-shabu: una specie di fonduta bourguignonne ma molto più divertente e buona!! Funziona così: al ristorante ogni tavolo ha al centro un fornellino o una piastra ad induzione dove viene appoggiata sopra una pentola con del brodo (in genere la pentola è divisa a metà e il brodo è di 2 tipi, uno un po’ più saporito, l’altro più leggero). Si aggiungono delle verdure a striscioline (cavolo, funghi, germogli di soia…) e quando il brodo è caldo si immergono per pochi secondi delle sottilissime fettine di carne tipo carpaccio, in genere di manzo, maiale o pollo. Prima di mangiarle si intingono in una salsina (in genere ne portano due: una al sesamo più cremosa, l’altra alla soia, più agrumata e liquida). Si ripete la procedura fino a che non sono finite le fettine di carne oppure, se si tratta di un All you can eat, fino a che si ha voglia.

Shabu Shabu All you can eat

La prima volta che l’ho provato, non volevo più andarmene via e continuavo ad ordinare la carne, fino a che mio marito mi ha “gentilmente suggerito” di fare basta (non vi riporto la battuta cattiva, sappiate solo che aveva a che fare con il mio fondoschiena…d033).

Shabu shabu

La prima foto è una vetrina, la carne esposta è finta!! La seconda invece è vera ed è manzo!! Le altre sono state scattate in due ristoranti diversi di shabu shabu (meglio l’ultimo, un all you can eat buono ed economico)

Per farvi capire quanto mi sia piaciuto vi dico solo che siamo stati in questo tipo di ristorante altre 4 volte, ma fosse stato per me avrei mangiato shabu-shabu tutte le sere!!a228

Tonkatsu

Un altro piatto tipico del Giappone è il “tonkatsu”, ovvero la cotoletta di maiale, che lì viene servita già affettata (se vi state chiedendo perchè, voglio vedere voi a mangiare una cotoletta intera con le bacchette…a209) e accompagnata da riso bianco e verdure, oltre che salse per accompagnarla, di cui la più tipica è quella fatta con i semi di sesamo tritati. Deliziosa!! Il piatto preferito di mio marito!!a253

Preparazione della salsa ai semi di sesamo...

Preparazione della salsa ai semi di sesamo…

... e tonkatsu caldo!

… e tonkatsu caldo!

Tonkatsu Variante e Gambero fritto

Tonkatsu, variante al formaggio e gambero fritto

E’ anche molto utilizzato in Giappone il katsu curry (che a me fa ridere solo pronunciarlo…), un piatto davvero squisito formato da un sugo al curry (in genere spezzatino di maiale, manzo o pollo con verdure) accompagnato dall’immancabile riso bianco e da un tonkatsu o altre cose fritte. Ci sono catene di ristoranti economici, tra cui Wagamama che servono solo questo tipo di piatto in millemila varianti (ad esempio puoi scegliere il grado di piccantezza, la dimensione del piatto, gli ingredienti del sugo e cosa metterci sopra).

Katsu Curry Wagamama

Ecco il famoso… Katsu Curry!!!

Ramen

Abbiamo preso solo una volta il ramen, un ricco brodo/zuppa fatto con verdure, carne o pesce. Il nostro era a base di pesce e purtroppo era molto piccante, ai limiti del mangiabile. a170Ci siamo rimasti un po’ male, per questo motivo in seguito non abbiamo più cercato questo genere di piatto. Anche perchè c’era davvero molto di meglio…

Yakisoba

Una volta abbiamo provato lo yakisoba, una pasta di grano saraceno saltata sulla piastra insieme a verdure, carne e pesce. Davvero buona ed economica!!

Yakisoba

Okonomihaki

Una sera siamo anche stati a cena con degli amici perchè per una fortunata coincidenza una ragazza giapponese che conosciamo e che vive a Siena, era in Giappone proprio nel periodo in cui siamo andati noi. Ci ha presentato alcuni amici giapponesi e siamo andati a mangiare l’okonomihaki, la “pizza giapponese”. Anche in questo caso funziona che devi cucinare da solo: al centro di ogni tavolo infatti c’è una piastra sulla quale si cuoce una pastella di uova e farina, verdure a listarelle, pezzetti di pesce o carne. Il risultato finale è una specie di omelette gigante alta circa 2 cm con sopra maionese, salsa di soia e il katsuobushi (state ridendo, vi vedo!a078) ovvero delle piccole scaglie che si muovono con il calore e si ottengono affettando in modo sottilissimo dei filetti di tonno essiccati e affumicati. L’avevamo provata per la prima volta alle Hawaii, ma veniva preparata da un cuoco in una specie di “cena spettacolo”, mentre qui te la cuoci da solo. E’ una specialità di Osaka e al nostro tavolo avevamo la fortuna di avere proprio un ragazzo che proveniva da lì. Alla fine siamo usciti con la pancia piena e i vestiti che sapevano di frittata ma tanto contenti e divertiti.a095

Ingredienti...

Ingredienti…

...preparazione...

…preparazione…

... e risultato finale!! Ecco uno splendido Okonomihaki fai da te!

… e risultato finale!! Ecco uno splendido Okonomihaki fai da te!

Okonomihaki brutta copia

Ma non sempre lo prepari da solo… e non tutti lo sanno cucinare!! Questo, preso in un ristorante a Kyoto, era più simile ad una mega frittata…

Street food e supermarket

Ma allora cosa abbiamo mangiato per il resto del tempo? Semplice: abbiamo seguito il consiglio di Alice del blog Make up… non solo e soprattutto a pranzo, compravamo una cosa al volo in qualche bar o bancarella e la mangiavamo in strada. E’ stato così che abbiamo risparmiato un sacco di tempo e scoperto delle vere chicche tra cui gli yakitori (spiedini), street food per eccellenza in Giappone. Ce ne sono di tutti i tipi, da quelli di pollo a quelli di surimi al granchio a quelli fatti di pastella fritta con dentro gamberi, formaggi, pesci…

Alla festa Sanja Matsuri ad Asakusa (Tokyo) questo è stato il mio pranzo!!

Alla festa Sanja Matsuri ad Asakusa (Tokyo) questo è stato il mio pranzo!!

Giappone Street food

Pesce alla griglia da passeggio, okonomihaki alti 5 cm con dentro di tutto di più e takoyaki (polpettine fritte ripiene di polpo)

Giappone bento

Onigiri e strano bento box…

Giappone sushi box

Sushi box

Giappone sample

Da noi ci sono sample dei rossetti, in Giappone invece ti fanno assaggiare di tutto!! Potresti pranzare gratis in certi centri commerciali!

Giappone carrube

Saranno carrube?? Boh!!

Giappone crackers di gamberi

E’ strano, mi piacciono le cose più schifose e ho assaggiato di tutto in vita mia, dalle chiocciole alle rane, ma questi crackers di gamberi proprio mi disgustavano solo a guardarli!!

Giappone Dolci da passeggio

Stecchi di waffle ricoperti di cioccolato e banane split da passeggio!!

Mele caramellate

Mele e spiedini di frutta caramellata… non so come sia riuscita a resistere alla tentazione!!

Kuzumochi

Kuzumochi, ovvero gelatina dolce di riso ricoperta con kinako (farina di soia) o polvere di thè verde matcha

Tra i dolci da mangiare per strada c’è anche il “melonpan”, un tipico pane dolce giapponese. L’abbiamo provato anche noi avendo la fortuna di mangiarlo caldo, appena sfornato: era così soffice che sembrava zucchero filato! Ne avrei mangiati almeno 6 o 7 ma ci siamo contenuti e ne abbiamo preso solo 1.

Coda degli abitanti del posto per comprare il "melonpan", un tipico pane dolce giapponese, appena sfornato (provato anche noi: era così soffice che sembrava zucchero filato! Ne avrei mangiati almeno 6 o 7 ma ci siamo contenuti e ne abbiamo preso solo 1)

Coda degli abitanti del posto per comprare il melonpan ad Asakusa

Infine voglio farvi vedere una carrellata di foto a tema “cosa si trova nei supermercati giapponesi?”

Cena tradizionale giapponese

Avevo già parlato di questa cena, ma ora vi faccio vedere qualche foto in più. Non so cosa fossero le cose che ho mangiato, ho riconosciuto a malapena lo shabu shabu e il sushi con grande soddisfazione della cameriera che parlava un inglese tutto suo ma sapeva gesticolare bene…

Cliccate sopra alle foto per ingrandirle.

Sakè

Sembrerà incredibile, ma non abbiamo mai avuto occasione di bere sakè!!a313 L’abbiamo visto nel menu di qualche ristorante, ma il fatto che ti portassero gratis acqua e/o the verde (sì, gratis, e quando vedevano che stava per finire ti riempivano di nuovo il bicchiere) ci fermava dal comprare qualsiasi altra bevanda anche perchè ci siamo scoperti davvero amanti del the verde che ovviamente è diverso da quello che troviamo in Italia. Il the che usano a pranzo è molto leggero, non zuccherato e te lo portano alla temperatura approssimativa della lava liquida per cui devi aspettare almeno un quarto d’ora prima di berlo per non procurarti serie ustioni alla lingua.

Per i dolci invece usano il thè verde classico, anche questo molto leggero.

Gelato e thè verde

Coppe di dolci a base di pasta di azuki (fagioli rossi dolci), gelato al thè verde, mochi, nespole, gelatina di agar agar e albicocche secche accompagnate da tazze di thè verde offerte dalla pasticceria. Bisogna stare attenti che appena vedono il bicchiere mezzo vuoto lo riempiono senza chiedere al punto che la concentrazione di teina nel tuo corpo supera quella del sangue…

Matcha tea

Il particolare thè verde che usano invece per la cerimonia del thè si chiama matcha tea.

Come vi avevo già spiegato, la vera cerimonia del thè durerebbe 4 ore, ma ai turisti viene presentata una versione sintetica di un’ora circa incluse le spiegazioni.

Il thè matcha è completamente diverso dagli altri tipi di thè verde nonostante la pianta da cui deriva sia la stessa. Mentre per gli altri tipi di thè si prendono le foglie già grandi e si fanno essiccare per poi consumarle in infusione, la procedura per la produzione del thè matcha è diversa: intanto si prendono le foglie appena nate, appena diventano verdi ed ogni germoglio viene raccolto a mano. Poi vengono cotte al vapore e tramite una macina vengono ridotte in una polvere finissima che si mescola con un frullino in bambù in poca acqua calda finchè non forma una vaporosa schiuma verde.

Macine the matcha

Fase della macinazione delle foglie appena nate del thè per ottenere il matcha

La prima volta che l’abbiamo provato non sapevamo che il dolcetto che ti portano va mangiato prima di bere il thè perchè serve a preparare la bocca: in effetti, anche se sembra strano, mangiando prima il dolce si sente il thè meno amaro.a204

The maccha a Tokyo tea house

Primo incontro con il Matcha Tea a Tokyo in una Tea House

Poi a Kyoto, grazie all’associazione culturale WAK Japan, in particolare a Seiko (no, non è un orologio, a048ma una simpaticissima signora che ci ha aiutato a indossare il kimono e ci ha spiegato molti aspetti della cultura giapponese) abbiamo imparato come si prepara questa bevanda così particolare e salutare. Infatti il thè matcha ha moltissimi antiossidanti che fanno bene al nostro organismo, molti più del semplice thè verde che già ne è ricco, e molti studiosi danno il merito della longevità della popolazione giapponese proprio a lui.

Matcha tea

Seiko e alcune fasi della cerimonia del thè (i dolcetti erano zuccherini stavolta)

Inoltre il thè verde è utile anche per dimagrire: è per questo motivo che nonostante tutte le mangiate che ci siamo fatti in Giappone, non abbiamo preso neanche un etto!! (anche grazie ai km che ci facevamo a piedi ogni giorno…a033)

Inutile dire che abbiamo comprato diverso thè matcha da portare a casa, oltre al set per prepararlo (tazze in ceramica fatte a mano, frullino e cucchiaino in bambù, dolci al thè verde) e ogni tanto riscopriamo il sapore del Giappone anche qui…

Cerimonia del the

Cerimonia del thè a Siena. Partendo da sinistra: cannolini ripieni di crema al matcha tea, contenitore ermetico in alluminio con polvere di matcha, cucchiaio in bambù, frullino in bambù e tazze con (primo tentativo di) matcha tea. Da notare la “vaporosissima” schiuma…

Ah… mi raccomando, fate rumore con la bocca mentre sorseggiate l’ultimo sorso di thè, significa che l’avete gradito molto!!a071

Dolci giapponesi (wagashi)

Forse la parte migliore del cibo giapponese sono i dolci.

Vetrina pasticceria

Tipica vetrina di una pasticceria giapponese a Tokyo

Premesso che io non amo i dolci, preferisco il salato, vi posso assicurare che mi trasferirei in Giappone solo per mangiare tutti i giorni cose del genere:

Gelato giapponese

Analizziamolo: gelato al thè verde, fagioli azuki dolci, kuzumochi (gelatina di riso ricoperta con kinako (farina di soia)), albicocche sciroppate, panna, dango (palline gelatinose di riso), anmitsu (cubetti di gelatina di kanten (agar agar)) aromatizzati al caramello. Ecco ora vorrei un buon motivo per non cercarlo in Italia…

… e al diavolo la dieta!!a183

I dolci tipici giapponesi sono di vari tipi, ma quasi tutti hanno gli stessi ingredienti di base: farina di riso, thè verde matcha, fagiolini rossi di soia (azuki). Come addensante per le gelatine viene usato l’agar-agar, un’alga che ha la funzione della colla di pesce, solo più potente.

Dolci tipici giapponesi

Carrellata di dolci e gelatine alla frutta

Dolci Hello Kitty

Dolci a forma di Hello Kitty (dedicato ad Enza di The Pink Candy)

I gelati sono molto “pannosi” e il gusto che non manca mai è il thè verde (altrimenti c’è anche alla vaniglia, al riso e agli azuki).

Poi ci sono i daifuku: all’esterno una pasta morbida e gelatinosa, all’interno un ripieno di crema di azuki o altre cose dolci e cremose… Questi dolci si trovano anche in Italia nei ristoranti giapponesi ma quelli provati lì avevano tutto un altro sapore, persino quelli comprati al SevenEleven (una catena di supermercati).

Daifuku

Daifuku di tutti i tipi: in Italia pagherei per avere anche solo metà di questo bancone disponibile vicino casa…

Sempre al supermercato abbiamo fatto scorta di dorayaki, i dolci di Doraemon, dei pancake giapponesi con dentro crema di azuki (anko) o panna al caramello o al thè verde o roba buonissima che non ho riconosciuto… Li mangiavamo in particolare la mattina per colazione.

Pranzo hawaiiano

Ehm… qui ammetto di avere un po’ barato… Non è proprio una specialità giapponese, ma si tratta di un pranzo in un bar stile hawaiiano dentro un centro commerciale… Ma non immaginate come era!! Non ce la posso proprio fare a stare lontana dalle Hawaii, è più forte di me!

A Gifu abbiamo provato anche diversi dolci di cui alcuni alle castagne in una pasticceria davanti alla stazione, così buoni che non volevamo più andarcene via. a192 Purtroppo non abbiamo potuto comprare niente da portare in Italia perchè tutti i dolci più buoni scadevano dopo appena qualche giorno…a057

 

Pasticceria in montagna

Pasticceria a Gifu in montagna e il gusto ci guadagna!! (non posso credere che l’ho scritto davvero…)

E questo è tutto. Spero di non avervi fatto venire troppe voglie e soprattutto di non aver distrutto i vostri buoni propositi di fare una dieta proprio nel pieno dell’estate… a066

A parte gli scherzi, spero di aver risposto a tutte le vostre curiosità, in caso fatemi sapere nei commenti, sono stata molto sintetica (anche se non sembra…) rispetto a quello che avrei da dire sull’argomento… a032

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14 Responses to “Japan time! Food edition”

  1. avatar MikiInThePinkLand ha detto:

    A parte che credo di essere ingrassata venti chili solo leggendo e che mi è venuta una fame che la metà basta, ma che meraviglia è questo post? Tanta invidia (di quella benevola, eh), ma prima o poi riuscirò ad andarci. Magari quando mi passerà questo amore smisurato per New York. Se mi passerà. (Ci ritorno a Maggio *___*)

    • avatar Pamela ha detto:

      Ahahahaha mi dispiace di averti fatto venire fame (ma tu sei magra, di che ti preoccupi??). Spero che un giorno andrai in Giappone, merita davvero una visita, noterai delle differenze enormi con la nostra cultura. Tokyo come città potrebbe ricordare New York in alcune parti, ma basta osservarla meglio e ti accorgi che è molto diversa, a cominciare dalle persone e dalla pulizia della città.
      A me New York è piaciuta, ma non ci ho lasciato il cuore come in altre parti degli USA (vedi Hawaii, California, Florida…). Anche noi il prossimo anno vorremmo tornare negli States, ma solo se il cambio con il dollaro torna a livelli decenti… Altrimenti dovremo valutare mete alternative 😀

  2. avatar Ery ha detto:

    Non so se è leggenda, ma sentivo che i giapponesi pescano il loro tonno… nel mar Mediterraneo, portando a casa quello migliore e lasciando a noi il “pregiatissimo” pinna gialla.

    • avatar Pamela ha detto:

      Non sei la prima a sostenerlo, l’ho sentito da più parti, anche da fonte giapponese doc. Penso quindi che sia assolutamente vero e la cosa non mi disturba affatto, anzi!!

      • avatar Ery ha detto:

        Guarda Pam, la cosa non mi disturberebbe in generale, ma i giapponesi non sono molto rispettosi dell’ambiente, e temo causino qualche danno al nostro ecosistema con i loro metodi di pesca.
        Per il resto è una popolazione che mi affascina parecchio.

        • avatar Pamela ha detto:

          Ery, non credo che vengano a pescare nei nostri mari… Almeno quello che sapevo io era che compravano il tonno di provenienza Mediterraneo e a noi davano il tonno oceanico delle loro zone di pesca…
          Purtroppo riguardo alla pesca, se ne fregano un po’ delle regole internazionali a tutela di alcune specie protette, ma ho notato un’attenzione e una cura dell’ambiente molto più elevata che in Italia. Poi magari sono stata fortunata io a trovare zone così oppure sanno nascondere bene i danni che fanno, però ti posso assicurare che sono molto fissati con le malattie e cercano di evitare l’inquinamento in tutti i modi. So di famiglie che dopo il disastro di Fukushima si sono allontanate addirittura da Tokyo, che è a centinaia di km dalla centrale, per paura delle radiazioni e ancora vivono lì, facendo grossi sacrifici economici (in genere il marito continua a lavorare a Tokyo e la moglie va al sud a crescere i figli e si vedono solo nei weekend).

  3. avatar enza ha detto:

    Pam!!!! Da dove parto?
    Se avessi voluto fare un post molto più lungo di quello che hai fatto, io avrei da scriverti un commento molto più lungo di quello che sto scrivendo… 😀
    Prima di tutto grazie del pensiero sui dolcini Hello Kitty!!! Un amore, belli da morire. Io avrei fatto un sacco di moine davanti a quei dolcini :)))
    Anche io posso dire di aver mangiato i… come si chiamano?? Aspetta, eh… Ecco, i Kuzumochi (spudorato copia/incolla dal tuo racconto). Me li portò il mio collega che visitò il Giappone, più o meno, nello stesso periodo che sei andata tu. Molto particolari, certo non sono gusti a cui sono abiutata ma ho apprezzato molto la loro tipicità.
    Eppoi…..
    Un docu-post bellissimo. Cavoli, ma che padronanza dei termini tecnici!!
    Ho letto tutto e lo divulgherò ai miei compagni di cene cino-giappo che credo anche loro siano curiosi di sapere come si mangia davvero in Giappone.
    Mi verrebbe voglia di assaggiare tutto quello che illustrato in questo post, ma ahimè mi devo, per il momento, accontentare delle tue foto e racconti, visto che qui in italia e soprattutto in Savona e provincia, è molto difficile trovare queste specialità.
    In verità ci sono dei ristoranti, nati come cinesi, che ora inluenzati dal trend, servono piatti giapponesi e per alcune cose si avvicinano alla tradizione nipponica. Ma proprio poche ,eh?! Come ad esempio, mi è capitato sabato scorso di andare a mangiare in un ristorante, fra i più validi della zona che non fa all you can eat e che quando ho ordinato il sake (che bevo durante i pasti) mi abbia chiesto se lo avrei gradito freddo, roba che ho visto solo in quel ristorante di New York che raccontai nel post. Ieri sera sono andata a mangiare in un altro ristorante, sempre cino-giappo, e nel piatto di sashimi misto c’era un tonno chiarissimo! Sembrano piccole fettine di vitello, il gusto era anche buono e la cosa mi ha fatto molto piacere.
    I dolcini mi hanno incuriosito un sacco, anche se non sono particolarmente golosa ma quando si tratta di creme, gelati e frutta, difficilmente resito!!

    Un forte abbraccio, buoan giornata e buon we!!
    Enza

    • avatar Pamela ha detto:

      Enzaaaaaa!!! 😀
      Aspettavo il tuo commento 😉
      I dolcetti Hello Kitty avevano un problema: erano talmente carini che non avrei mai avuto il coraggio di mangiarli, per questo li ho solo fotografati…
      Padronanza dei termini direi proprio no… Diciamo che ci ho messo un mese a scrivere questo post perchè ogni cosa doveva andare a cercare su internet il nome vero e cosa fosse… Però alla fine è venuto un bel resoconto, lungo, ma completo!
      Qui in Italia ho visto che nelle grandi città tipo Milano hanno aperto alcune pasticcerie giapponesi, ma noi che abitiamo in provincia (qui a Siena sarà sicuramente come da te se non peggio…) dobbiamo accontentarci di qualche finto-dolce-giapponese che ti propinano ristoranti cino-giappo altrimenti detti fusion!!
      Sei stata fortunata a trovare in uno di quei ristoranti quel tonno chiaro, è totalmente diverso da quello rosso scuro che trovi di solito!
      Un abbraccio anche a te :-*

  4. avatar francimakeup ha detto:

    Il tonkatsu è anche il mio piatto preferito che buonooooooo

  5. avatar Makeupnonsolo ha detto:

    Mi sogno ancora quel sushi al tonno rosso che ho mangiato. Buonissimo, tenero, gusto unico! (ovviamente il più costoso di tutto il menù)
    Noi abbiamo mangiato anche tanto Tonkatsu. Riccardo ne andava matto!

    • avatar Pamela ha detto:

      Il tonno in effetti costava un po’ di più delle altre cose, ma era davvero buono (sarà perchè davvero è quello del Mediterraneo e a loro costa tanto farlo arrivare lì?).
      Abbiamo anche notato la scarsa presenza di sushi di salmone, praticamente onnipresente in Italia.
      In effetti il tonkatsu è un piatto davvero buono ed economico e anche mio marito avrebbe mangiato sempre quello!!

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