Italia: la tragedia cosmetica

sabato 10 agosto 2013

Ciao a tutte

Ormai ho perso il conto dei blog in cui ho letto lamentele riguardo alla disponibilità di brand e prodotti cosmetici in Italia. Ne volevo parlare con voi in questo che sarà un post un po’ provocatorio ma vorrei che la polemica fosse costruttiva, per cui non esitate a scrivermi nei commenti anche le vostre critiche.

Italia Ban

Intanto chiarisco subito le varie fattispecie a cui mi riferisco:

  • Brand non commercializzato in Italia
  • Brand commercializzato parzialmente in Italia
  • Brand commercializzato in Italia ma a prezzi più elevati (sia per il prezzo in sè che per il cambio)
  • Assenza sul territorio italiano di outlet che trattano certi brand

Analizziamo i singoli punti:

Brand non commercializzato in Italia: qui c’è da fare una distinzione tra quelli che non si trovano in Italia nè in negozi fisici nè online (solo a titolo di esempio Bobbi Brown, Stila, Alverde, ecc.) e quelli che si possono comprare solo in negozi online stranieri senza problemi di dogane e/o spese di spedizioni esorbitanti (qui la lista sarebbe più lunga: Liz Earle, MUA, Real Techniques, ecc.). Non capisco poi perchè non vale l’inverso: perchè non esistono prodotti validi che in Italia si trovano e all’estero no? Vorrei sapere i motivi dell’assenza di questi marchi: mancanza di accordi commerciali con i potenziali rivenditori? Ci credo poco (ditemi qual’è quella profumeria che direbbe di no a Bobbi Brown!a060). Elevati costi di importazione a causa di dazi e dogane? Tanto ricadono sui clienti (come vedrete dopo…). Allora cosa??? a213Forse i nostri soldi non sono uguali a quelli di tutto il resto del mondo???

Brand commercializzato parzialmente in Italia: questa categoria proprio non la capisco.a013 Se ho la disponibilità del brand, perchè non trovo ovunque tutti i prodotti, ma alcune linee sono destinate solo a certi paesi e l’Italia non è quasi mai fra questi? Mi vengono in mente banalmente Maybelline e Elf che hanno un range di prodotti più ampio in USA piuttosto che qui da noi. E non esistono linee che in Italia sono presenti e all’estero no. Potreste obiettare che ogni marchio vende l’intero catalogo nel proprio paese di origine, mentre negli altri solo alcune linee: e allora perchè in Italia i brand americani fanno uscire meno prodotti rispetto agli altri paesi europei (Francia e Inghilterra per citarne un paio)?a079

Brand commercializzato in Italia ma a prezzi più elevati (sia per il prezzo in sè che per il cambio): per chiarire a cosa faccio riferimento vi faccio subito un esempio. Prendiamo il rossetto Ruby Woo di MAC, un classico:

  • in Italia costa 18,50 euro e non lo trovi scontato nemmeno se piangi in aramaico antico.a057
  • In Francia costa 18 euro, meno che da noi anche se la valuta è identica!! Lo so che sono solo 50 centesimi, ma perchè noi dobbiamo pagarlo di più delle francesi?a001
  • In Inghilterra 15 sterline che considerato un cambio medio di 1,17 (ora è a 1,15 quindi ancora meglio) farebbe 17,5 euro. Ancora più vantaggioso nonostante il cambio sfavorevole.
  • Ma ora arriva il pezzo forte, parlo degli States dove costa 15 dollari. Vi ricordo che i dollari valgono meno degli euro quindi oltre all’importo (15 anzichè 18, 5) stavolta anche il cambio gioca a nostro favore!! La cosa più logica sarebbe stata pagarlo in Italia 15 euro e in America 18,5 dollari, così si sarebbero quasi compensati. Invece, pensando ad un cambio medio di 1,3, a New York pagheremmo il nostro Ruby Woo appena 11,5 euro, che poi è quanto ho speso io al negozio MAC di Ground Central. Neanche un rossetto Maybelline al supermercato mi costa così poco!!a094

M.A.C.CHE PREZZI

Per dovere di cronaca, vi dico che ho scoperto che in Germania e in Spagna costa 19 euro, cioè 50 centesimi più che in Italia, ma nel primo caso dobbiamo considerare il costo della vita in generale più alto e se pensiamo che un addetto al call center alla prima esperienza lì prende come stipendio base quanto prendo io adesso che lavoro da anni in banca, trovo che il prezzo sia anche troppo basso!!a066 Per la Spagna invece resto allibita anche io a263 e sono solidale con le cugine spagnole.b014

E di esempi ne potrei fare con molte altre marche: penso ai prodotti Maybelline che a Londra costano pochissimo o i prodotti NYX i cui prezzi americani sono equiparati a quelli Elf mentre in Italia il brand si è presentato con dei prezzi da fascia media. Oppure gli smalti OPI, che in USA te li tirano dietro, con i kit di 4 mini (che qui costano 20 euro) a 10 dollari!!!a313

Perchè basta attraversare il confine di Stato e ritrovarsi con prodotti che costano dal 5 al 50% in meno? Ci sono forse dazi doganali esorbitanti sui prodotti importati in Italia che fanno lievitare i prezzi finali? Non mi risulta. E allora???a106

Assenza sul territorio italiano di outlet che trattano brand importanti: da quando ho iniziato ad andare in vacanza negli States, ho fatto un’amara scoperta: non solo lì i prodotti MAC costano di listino il 30/40% in meno rispetto all’Italia, ma se hai la fortuna di capitare in un outlet in cui è presente un Cosmetic Company Store, gli stessi prodotti li paghi anche il 50/60% in meno a263 (pensate ad esempio al rossetto Sheen Supreme che in Italia costa 18,50 euro e io l’ho pagato circa 9 euro oppure ai Big Bounce Shadow che costavano 19 euro da noi e io li ho presi a 9!!).

Ho parlato più volte dei Cosmetic Company Store, ovvero l’outlet del gruppo Estè Lauder, dove è possibile trovare a prezzi scontati vari marchi importanti tra cui appunto Esté Lauder, MAC, Bobbi Brown, Clinique, Origins, Smashbox ed altri ancora. Ma non solo: si fanno ottimi affari anche in store come i Nordstrom Rack o i Sacks Fifth Avenue Off 5th che sono rispettivamente gli spacci di Nordstrom e Sacks Fifth Avenue, in cui si possono trovare prodotti Urban Decay, Stila, Smashbox, OPI, ecc. con un risparmio che supera quasi sempre il 50% rispetto al prezzo italiano. Io ad esempio l’anno scorso ho preso la palette UD Book of Shadow IV (limited edition) a circa 20 euro e quest’anno ho pagato 17 euro un detergente Kiehl’s (linea continuativa) che in Italia ne costa 30. a244Ecco, secondo voi in Italia esistono questi posti? Certo che no, a170 infatti noi povere sfigate, oltre ad avere prezzi elevati, non abbiamo neanche la possibilità di ritrovare pezzi di vecchie collezioni (o anche continuativi) di brand importanti a prezzi più bassi. Anche con i saldi di Sephora ad esempio, non vengono raggiunti i prezzi degli outlet americani.a238

In conclusione mi sento di dire che potrei capire se in Italia avessimo solo un paio delle casistiche che vi ho appena elencato e magari solo per alcuni brand, invece mi sembra che la cosa sia generalizzata e soprattutto che non sia mai valido l’inverso.

Ma forse, invece di arrabbiarci, dovremmo vedere la cosa in positivo: magari i Grandi Capi dei marchi cosmetici più prestigiosi non reputano importante il mercato italiano perchè pensano che le italiane siano così belle al naturale che non hanno bisogno di make up!! a071 Pessima battuta, lo so, ma non trovo davvero altre giustificazioni…

Personalmente viaggio molto all’estero ed ogni volta che metto il naso fuori dall’Italia controllo quali sono i brand che troverò  e valuto quali prodotti comprare già prima di partire (poi spesso compro anche altro…a002), ma capisco che non tutte si possono permettere lunghi viaggi all’estero almeno una volta l’anno, per cui la maggior parte delle ragazze italiane è costretta a pagare 18,50 euro per Ruby Woo, sempre se ha la fortuna di avere un negozio MAC sotto casa, altrimenti deve aggiungere pure il costo delle spedizioni per l’ordine online!!a154

Intanto, prima di lasciare a voi la parola per commenti e critiche, vi chiedo: non credete che dopo il turismo religioso, il turismo culturale e il turismo sostenibile, adesso, come sostiene la nostra cara Hermosa, nascerà anche il turismo cosmetico??a250

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33 Responses to “Italia: la tragedia cosmetica”

  1. avatar Laura Zaccaro ha detto:

    Trovo molto interessante il tuo articolo! E’ scritto bene ed ironico.. proprio come piace a me! Comunque una delle ragioni è sicuramente l’IVA alta che abbiamo su tutti i prodotti (che dovrebbe attestarsi attorno al 21%) e che ci fa pagare i prodotti molto di più! Se ci pensi un iPhone in Inghilterra o in America costa attorno alle/ai 300 sterline/dollari.. mentre qui in Italia 600 euro! E questo spiegherebbe anche perché le cugine spagnole sono messe peggio di noi perché avendo una crisi ancora più marcata sicuramente l’IVA sarà più alta.. fammi sapere cosa ne pensi! A presto! 🙂

    • avatar Pamela ha detto:

      Grazie Laura!!
      Penso anche io che una delle ragioni per i prezzi alti potrebbe essere la tassazione che abbiamo, ma anche all’estero ci sono delle tasse e i prezzi in Italia sono spesso ben più alti dell’importo della sola IVA!!!
      Riguardo alle cose Apple non ne parliamo, due mesi fa sono tornata da New York con il nuovo Macbook Air pagandolo quasi il 30% in meno rispetto a qui: anche negli USA ci sono le tasse (cambiano da Stato a Stato e mediamente sono del 6/7%) ma come vedi non è solo quello il problema….
      In Spagna ho scoperto che hanno l’IVA al 21% come noi, ma anche in Gran Bretagna non se la passano bene con l’iva al 20%, eppure lì i rossetti MAC costano meno (e non solo quelli, c’è tutta una serie di prodotti che conviene comprare lì e di cui ho fatto scorta a marzo quando sono andata a trovare mia cognata che vive a Londra).
      Ad ogni modo non penso che la situazione “cosmetica” italiana sia un problema innescato dalla crisi perchè queste casistiche sono presenti da molto più tempo…
      Ciao e grazie per aver condiviso il tuo interessante punto di vista! 🙂
      A presto!!

  2. avatar Pamela ha detto:

    Potrebbe essere utile contattare le aziende più famose, ma anche se fossimo in tante ho i miei dubbi che risponderebbero…
    Magari proverò a fare un tentativo a settembre (ora sono tutti in ferie!!) chiedendo chiarimenti sul perchè di queste politiche: al massimo non avrò risposta!!

  3. avatar makeupnonsolo ha detto:

    Direi che in questo post hai messo veramente tanta carne al fuoco…su Mac e i prezzi con il cambio, aggiungerei anche Sephora con i suoi brand esclusivi (uno tra tutti Urban Decay che in Italia ha dei prezzi astronomici)…secondo me se si rompe un po’ le scatole a profumerie famose, possono iniziare ad acquistare anche questi prodotti!

    • avatar Pamela ha detto:

      Il problema in questo caso è che Sephora detiene l’esclusiva per alcuni brand, per cui essendo monopolista può permettersi anche il lusso di decidere i prezzi… 🙁
      Credo che gli accordi di esclusiva siano difficili da contrastare: l’azienda vende meno prodotti ma a prezzi più alti, Sephora incassa di più perchè troverà sempre chi è disposta a spendere di più per comprare certi brand…
      All’estero ci sono meno accordi di questo tipo… C’è più concorrenza e forse anche per questo i prezzi sono più bassi!!

  4. avatar B!girl ha detto:

    Quanto ti capisco…guarda me che ogni volta che metto piedi fuori dall’Italia faccio man bassa di tutto quello che posso comprare!!!
    ce ne sarebbero di marche!!!
    PS: pure io ho fatto acquisti da Mac…un bel rossetto pagato molto, ma molto meno che in Italia!!!

  5. avatar Fefy ha detto:

    Ho letto questo post in vacanza: Croazia. Ho visto un negozio DM e quando ho realizzato che era la catena tedesca lowcost ho perso talmente la testa che ci sono dovuta tornare il giorno dopo per svaligiarlo come si deve!
    Sono appena rientrata a casa con una valigia di prodotti Alverde che avrò paura di consumare, ti sembra giusto?

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao Fefy,
      bentornata!!!!! 🙂
      Hai fatto bene a riempirti la valigia, ma non aver paura a consumare i prodotti, la Croazia è molto vicina, magari trovi qualcuno che ogni tanto ci capita e te li compra… Una a caso?? Io 🙂 I miei suoceri vivono ad un’oretta di macchina dalla Croazia e spesso quando andiamo a trovarli facciamo un giretto anche in Slovenia e Croazia… Però finora non ho mai collegato queste visite ad acquisti cosmeticosi… DM dici? Al prossimo viaggetto ti avviso prima 🙂

      • avatar Fefy ha detto:

        Occhi a cuoricino per la mia spacciatrice preferita!
        Perchè all’estero puoi avere cosmesi ecobio (leggi: Alverde) a prezzi stracciatissimi? Ovviamente in Slovenia, Austria, Croazia, qualcosina in Francia. Sia mai che “caschi qualcosa” qui!
        E i travel-size vicino alle casse che hanno roba davvero interessante? Accidenti al mio conto in banca, e considera che il primo giorno sono uscita senza borsa e Ale innocentemente mi dice: “tranquilla, pago io!”, per poi dirmi in auto “ma in quei posti si compra ciò di cui SI HA BISOGNO!” e scoppiare a ridere quando il passeggino ha cappottato per il peso del sacchetto!!!

        • avatar Pamela ha detto:

          Spacciatrice sì… ma anche consumatrice!!! 😀
          La situazione in Italia è davvero triste, sembra che non si possa avere la possibilità di scegliere, sono altri che scelgono per noi cosa possiamo o non possiamo comprare!!
          Immagino la scena del passeggino: spero che non si sia rotto niente 🙂

  6. avatar Rosa ha detto:

    M’avete fatto sbellicare dalle risate…..e comunque io per tagliare la testa al toro (anche perché dove abito io ci sono Acqua & Sapone e una profumeria sfigata che può permettersi solo Collistar e Revlon, gli altri hanno troppo la puzza sotto al naso per concedere la vendita dei loro prodotti blasonati per un paese di 12000 anime, oppure concedono alle profumerie dei centri commerciali, con buona pace della profumiera sfigata….) sono passata per disperazione all’autoproduzione di cosmetici minerali con ingredienti presi online, tranne mascara e matite che prendo da Acqua & Sapone, e idratanti sempre autoprodotti. Purtroppo la situazione in Italia è nera, rimpiango Bologna coi suoi store carini che qua non trovo neanche al centro commerciale, d’altro canto andare nelle città vicine costa. Si puà fare qualcosa con gli store on line, in ogni caso c’è sempre il costo della spedizione e dei dazi. Se rinascerò voglio rinascere a New York!!!!

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao Rosa,
      io per fortuna ogni tanto mi posso concedere un viaggetto oltreoceano e approfitto per far scorta di prodotti che costano troppo in Italia o che proprio non si trovano!! Però continuo a pensare che non sia giusto e ancora tante dinamiche non le ho capite. Ad esempio non riesco a trovare brand che in Italia costano meno che all’estero oppure prodotti venduti in Italia ma non in Francia/Germania/Inghilterra/USA….
      Comunque ora mi sono trasferita a Siena e ti capisco ancora di più: anche qui non c’è molto in tema di makeup, a parte Acqua e Sapone, Kiko e la Gardenia, le altre sono profumerie molto care.
      Quest’estate comunque torno negli States, se hai bisogno di qualcosa in particolare, posso comprartelo e poi spedirtelo al ritorno!! Tutti gli anni lo faccio per le mie follower!!
      A presto 😀

      • avatar Rosa ha detto:

        Altro esempio: su Youtube sul sito di una fashion blogger americana ho visto recensito un correttore troppo comodo e carino di Maybelline, qua chi vende Maybelline non ce l’ha…qualcos’altro? E’ tornata una ragazza che conosco dagli States con un paio di sneakers favolose di Michael Kors là pagate più o meno come un paio di Geox, mentre mi è stato detto che a Milano costano quanto le Hogan…Poi si lamentano che non vendono e che la gente non entra nei negozi!

        • avatar Pamela ha detto:

          Il correttore fa parte di tutti quei prodotti di brand che vendono parzialmente le loro linee in Italia. Vogliamo anche parlare delle limited edition che si trovano solo all’estero?
          E’ vero Rosa, la gente non compra in Italia anche perchè i prezzi sono alti e soprattutto nell’abbigliamento ne approfittano. E non bisogna neanche dire che il problema è la nazionalità del brand: a Los Angeles qualche anno fa comprai in un negozio un paio di occhiali Bvlgari pagandoli circa 100 dollari (80 euro), rivenduti dopo 3 anni in Italia usati a 100 euro (che nuovi ne costavano oltre 300).
          Certo, il vantaggio è anche nel cambio euro/dollaro particolarmente favorevole, ma quando vedi che in Grecia i rossetti MAC costano 18 euro contro i 18,65 dell’Italia e che ti fanno il 25% di sconto, allora capisci che il problema non è solo il cambio, ma qualcos’altro non va…

  7. avatar arizona99 ha detto:

    Cara Pam, argomento interessante che fa riflettere.
    Cio’ che dici non vale solo per i cosmetici, ma per molti altri prodotti (esempio: macchine da cucire, colluttori, ecc.). In Italia c’è meno scelta e i prodotti costano di piu’. Come mai??
    Io penso che in Italia, nonostante abbiamo gli stipendi piu’ bassi di altri paesi in cui i medesimi prodotti costano di meno, siamo disposti a spendere di piu’. Ma non perche’ siamo piu’ scemi, ma perche’ i brand si sono messi d’accordo fra di loro per mantenere alti i prezzi dei prodotti! Qui in Italia i brand giocano “al rialzo”. I prezzi sono cari, ma sono tutti cari, la qualità non è il massimo, il cliente puo’ scegliere tra una scelta ristretta di prodotti e quindi se vuole qualcosa deve per forza prendere un prodotto a caro prezzo, tra quelli disponibili. Un’altra cosa: forse in Italia non c’è un grande smercio di prodotti e percio’ i brand puntano poco su di noi. Sul mercato vengono immessi “pochi” prodotti per evitare di avere l’invenduto. Pochi prodotti, a prezzo alto: ottimo per chi produce, perche’ cosi’ ci saranno anche pochi prodotti da mettere all’outlet. Che tristezza…

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao!!!
      Questo commento mi era sfuggito…
      Secondo me hai colpito nel segno!! Sembra che ci siano dei “cartelli” di produttori (e nell’ambito del make up questa cosa è più evidente) che tengono alti i prezzi.
      Sul fatto che in Italia non ci sia grande vendita di prodotti non sono così sicura, soprattutto per quanto riguarda la cosmetica: ci teniamo molto all’aspetto fisico, non siamo così trascurate e forse è proprio questo aspetto che gioca a favore dei prezzi alti, tanto sanno che comunque rinunciamo a una pizza per comprare un rossetto.
      E’ vero quello che dici sull’invenduto, ma secondo me i prodotti vengono messi in circolazione in quantità limitate anche per giustificare gli alti prezzi (bene raro = bene più costoso, è una legge dell’economia che loro sanno applicare benissimo…).
      Riguardo agli outlet… in Italia si fa prima: quelli di cosmetica stanno partendo ora (Pupa, L’Occitane, Kiko, ecc.) ma i grandi brand ne stanno fuori… Quando nascerà in Italia il primo CCS (outlet Estée Lauder), credo che vedremo la fila all’ingresso 🙂

      • avatar Rosa ha detto:

        Non so se vedremo mai una vera e propria liberalizzazione….è vero che all’aspetto fisico ci teniamo, però è anche vero che alla fine ci si rassegna a quello che si trova in giro. E comunque di centri commerciali ne nascono in continuazione, in alcuni ci sono spazi vendita ancora da piazzare, ma a parte le solite catene che si vedono un po’ dappertutto (da Calzedonia alle linee di franchise per la gioielleria o la bigiotteria o certe catene di profumeria) oltre non si va, a nessuno pare che vengano idee brillanti come certe che ho adocchiato in qualche mall francese….Forse non c’è neanche molta competenza in giro da parte di chi potrebbe avere spirito imprenditoriale….una cosa che per esempio sta in Francia (al di là delle Alpi poi, neanche oltreoceano) sono le catene di parrucchieria a buon prezzo, che fanno tariffe davvero convenienti, con parrucchieri formati e ambienti carini…non la solita catena Jean Louis David (che tra l’altro pure lei in Italia applica prezzi molto diversi da quelli applicati in Francia), altre catene….Qui dobbiamo contentarci dei parrucchieri cinesi, che non sarebbero neanche tanto male come lavorano (ce n’è una qui che si è formata a Parigi e la gente ci va…), ma come prodotti e igiene fanno pietà….Insomma pare non ci siano le vie di mezzo: o si spendono botte di soldi per prodotti e servizi neanche eccellenti tante volte, oppure si risparmia in modo davvero assurdo, andando sotto i livelli minimi di qualità….

        • avatar Pamela ha detto:

          Che in Italia ci siamo un po’ lasciati andare negli ultimi anni, è un dato di fatto. Si parla di fuga di cervelli, ma non sono solo i ricercatori a partire, anche gli imprenditori che trovano manodopera a basso costo all’estero e soprattutto una fiscalità più favorevole… Chi invece ha idee ma non ha i soldi o la voglia di andare via, resta qui e magari fa l’impiegato (e li capisco: stipendio sicuro batte rischio di fallimento!!).
          Di catene di parrucchieri ce ne sono anche qui, non esiste solo JLD, ma tutti vogliono fare “i grandi”, per cui ormai non esiste più il parrucchiere di una volta che ti sa consigliare ed ha una qualità media, ma tutti diventano “hair stylist” e il loro salone pare una scultura di arte moderna con conseguente innalzamento dei prezzi. Certo, ci vogliono anche quelli, ma io ho bisogno pure di “Marisa la parrucchiera” che magari resta in bottega (non nel salone!!) fino a tardi per fare una cliente in più e mi prende la metà…
          Ma non voglio parlare dei piccoli… Vediamo i big, le multinazionali o comunque le catene di negozi: perchè non aprono in Italia e se aprono hanno dei prezzi proibiti la maggior parte delle volte? Perchè ormai non conviene neanche più fare acquisti negli outlet che ormai sono invasi dai russi che non gli importa più di tanto dei prezzi? In campo cosmetico questo gap è ancora più evidente, solo che fa meno notizia rispetto all’abbigliamento (anche perchè tutti ci dobbiamo vestire, ma non tutti si truccano…).

  8. avatar Greta ha detto:

    sono contenta di non essere l’unica a pensare a certe cose, quando ne parlo con le mie amiche le uniche risposte che sento sono: ” ma non importa, tanto una marca vale l’altra,vai da Kiko e risolvi” d’accordo, a chi non è appassionato di make up queste cose possono non interessare, ma a me danno il nervoso non solo perché vorrei poter comprare cosmetici di marche che in Italia non abbiamo senza dover pagare le spese di spedizione, ma anche il fatto che appunto l’Italia non venga mai praticamente considerata. Comunque ho anche una buona notizia, al Fidenza Village (outlet nei pressi di Fidenza) hanno aperto un negozio di Cosmetic Company Store, quindi almeno chi è interessato può andare a dare un’ occhiata

    • avatar Pamela ha detto:

      Siamo in molte a pensarla così, solo che da quando ho scritto l’articolo un paio di anni fa qualcosina è cambiato: c’è qualche brand in più disponibile (anche se a prezzi notevolmente più alti) e alcuni brand che avevano prezzi alti sono diventati quasi convenienti in Italia a causa del cambio con il dollaro che è peggiorato…
      Ho scoperto da qualche giorno del CCS a Fidenza e mi sto già organizzando per una spedizione in periodo di saldi… 😀

  9. avatar Rosa ha detto:

    Ciao ho già lasciato qui qualche post in passato, qualcuna mi sa indicare qualche negozio o centro commerciale in Irlanda (o in Francia nei pressi della Costa Azzurra, diciamo vicino Nizza) che vende marche inglesi e americane introvabili in Italia o a prezzi inferiori rispetto all’ Italia? Perché quest’estate è in programma un viaggio in Francia e Irlanda, e vorrei approfittare dell’occasione…….grazie anticipate!

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao Rosa,
      purtroppo non conosco quelle zone, ma credo che tu possa trovare prodotti non facilmente reperibili in Italia (come Bourjois in Francia ad esempio) con facilità, anche in normali profumerie o da Sephora stessa.
      Sono stata a Londra più volte e ti posso garantire che i prezzi (tranne per prodotti low cost) sono in genere più alti che in Italia. In Irlanda non so, anche perchè lì c’è l’euro e non la sterlina che già è svantaggiosa per il cambio.
      Se però ti capita di passare da qualche outlet dove ci sia un Cosmetic Company Store allora hai accesso ad un patrimonio di prodotti MAC, Estè Lauder, Bobbi Brown, ecc. a prezzi notevolmente più bassi che da noi (considerato anche che io in Italia il marchio Bobbi Brown ancora non l’ho visto…). Uno di questi store ha aperto anche da noi finalmente al Fidenza Village, ma non ho ancora avuto modo di passarci.
      Buon viaggio!! 😉

  10. avatar Rosa ha detto:

    A proposito, segnalo il panno/spugna che si vende nelle profumerie La Gardenia, va benissimo con lo struccante, è lavabile e riutilizzabile, non si usa il cotone, e il pennellone “cicciotto” per il fondotinta. Peccato per i 30 euri che mi è toccato sganciare per un mascara decente (Dior Addict) perché quelli della Kiko non ne vale uno, e il dover riequilibrare la spesa con un ombretto in crema in offerta della Pupa a 4 euro (perché quella linea verrà sostituita), ma in sostanza per due prodotti, una spugna/panno (valso la spesa) e un pennello ho dovuto sganciare 60 euro, e non è poco….Mi sa che stanno facendo la guerra alle donne di basso/medio budget in Italia, vogliono vederle in giro senza trucco, oppure costringerle a tutti i costi al low-cost very low….per la gioia di quelle very snob….

    • avatar Pamela ha detto:

      In effetti non hai speso poco e purtroppo questi sono i prezzi dei prodotti di fascia alta… In Italia a parte Kiko e alcune marche vendute principalmente online, non c’è molto nella “fascia media”.
      Ti consiglio di stare attenta alle promozioni, spesso in queste grandi catene, (come Sephora) fanno sconti del 10 o anche 20%, quindi se non hai fretta di comprare un prodotto puoi aspettare una di queste offerte!!

      • avatar Rosa ha detto:

        Grazie per la risposta ad entrambi i post. Purtroppo però le catene di profumerie più vicine (tra cui Sephora) quando fanno gli sconti fanno proprio pena (non regalano proprio nulla è di recente neanche danno più i campioncini) e quelle migliori chiudono (Marionnaud, l’unica che frequentavo una tantum). Terrò presente il suggerimento dei Cosmetic Company Store magari anche in Irlanda, e Daniel Sandler che pare sia niente male, si vende online e nel Regno Unito, appunto, magari anche in Irlanda…. Ho provato anche Eyeko, di cui mi è piaciuto l’ombrello a penna stick, ma, non sarà una gran tragedia, però nei centri minori l’offerta è sempre mal distribuita, e spesso le commesse sono anche cafone. Se vedono che vai sempre e spendi un sacco ti trattano come un lascia’, ti riempiono di regalini o campioncini, se cominci a diradare (perché magari dai un’occhiata da altre parti, magari sceme non sono però la concorrenza….)ti trattano male.

        • avatar Pamela ha detto:

          Sephora proprio un paio di settimane fa ha fatto la private week per chi ha la tessera, con tutto scontato al 20%. Non è molto, ma nel tuo caso avresti risparmiato ben 12 euro con la spesa di 60. Riguardo poi ai campioncini, molto dipende dalle commesse e devo dire che quelle della mia Sephora sono migliorate nel corso degli anni: non ci vado spesso, ma il mese scorso mi sono ritrovata a fare una mega spesa per me e alcune amiche di oltre 200 euro totali e sono uscita da lì con una quindicina fra campioncini di profumi e minitaglie di creme Dior e Chanel. Ma anche quando spendo meno di 10 euro in genere un paio di campioncini li rimedio sempre…
          Daniel Sandler non lo conosco, mi informerò. Eyeko invece anche se la conosco non l’ho mai provata…

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