Resoconto di Torino – La partenza

lunedì 28 marzo 2011

Finalmente riesco a concludere il racconto del viaggio fatto ancora a dicembre a Torino. Potete leggere le altre tappe del resoconto qui, qui e qui.

La mattina della partenza dopo aver fatto colazione abbiamo salutato i miei suoceri che avrebbero preso il treno per tornare a casa, felici di aver trascorso una splendida esperienza insieme e di esserci tutti conosciuti meglio.

FINE

Fine? A dire la verità questo è solo l’inizio… Fino qui infatti era andato tutto liscio, ma da ora in poi è successo il delirio!

Premesso che io non stavo al meglio perchè non avevo digerito bene la carne troppo cruda della sera prima, mentre stavamo caricando le valigie in macchina è avvenuto l’impensabile: mio marito ha aperto il portabagagli dell’auto con il telecomando della macchina, ha caricato tutte le valigie, ha messo anche il suo cappotto dentro al portabagagli (per non metterlo nei sedili dietro facendo stare poco comodi i miei genitori) e ha chiuso il bagagliaio. Peccato che invece di mettere il telecomando nella tasca dei pantaloni come fa di solito, lo avesse messe dentro il cappotto: nelle Audi se apri SOLO il bagagliaio (e non il resto dell’auto), una volta richiuso, si blocca la serratura, quindi se lasci il telecomando dentro non c’è modo di riaprire l’auto. E l’auto era completamente chiusa, parcheggiata davanti all’ingresso dell’hotel sulla fermata degli autobus, con dentro tutte le nostre valigie e il cappotto di mio marito (aveva nevicato due giorni prima, immaginate la temperatura!).

Siamo rientrati in hotel. Per fortuna io avevo la mia borsetta con il portafoglio, i documenti, il cellulare (fortunatamente mezzo carico) e le chiavi di casa. Erano appena le 10 del mattino e noi eravamo a 400 km da casa davanti ad un’auto chiusa con le chiavi dentro e l’antifurto attivo. Da adesso inizia il delirio!! Dopo aver sentito un paio di dipendenti dell’hotel, il titolare, alcuni clienti e dopo aver telefonato ad una decina di officine Audi e al numero verde dell’Audi Italia, avevamo capito di avere solo due possibilità:

1) aprire con le chiavi di riserva (che avevamo a casa a 400 km di distanza)

2) spaccare un vetro dell’auto e prendere le chiavi nel bagagliaio (sarebbe scattato l’antifurto  che, oltre a stordire tutti quelli che passavano nel raggio di 200 metri, avrebbe bloccato anche le portiere con notevoli difficoltà a raggiungere dal finestrino il bagagliaio).

La seconda opzione non era praticabile, anche perchè le officine non ci avrebbero mai riparato il vetro in giornata, visto che non ne avevano nessuno disponibile, per cui avremmo dovuto fare 400 km di autostrada con un vetro rotto: avrei evitato volentieri, visto che fuori c’era una temperatura polare…

All’improvviso mi è venuta un’idea  : prendere un’auto a noleggio, arrivare fino a Firenze, prendere le chiavi di riserva, tornare a Torino, aprire l’auto con le chiavi di riserva e riconsegnare l’auto a noleggio. E poi finalmente tornare a casa. Insomma invece di 400 avremmo fatto oltre 1200 km in un giorno,  ma avremmo minimizzato i costi. Infatti abbiamo fatto così, ha guidato sempre mio marito e siamo arrivati a casa all’una di notte…  Tutto il giochino ci è costato quindi in termini di tempo una giornata e in termini economici circa 160 euro tra auto a noleggio, benzina e autostrada. Oltre ovviamente a stress, arrabbiature e stanchezza…

Comunque il giorno dopo abbiamo sentito i suoceri, che pensavano di sorprenderci dicendoci che erano arrivati a casa con 3 ore di ritardo perché  il loro treno non era potuto partire da Torino a causa di una manifestazione di studenti… Dopo aver sentito la nostra storia invece sono rimasti a bocca aperta loro…

Morale: E’ proprio vero il proverbio “chi non ha testa, abbia gambe”, ma in questo caso i problemi sono stati causati oltre che da una serie di distrazioni, anche da una incontrollabile e imprevedibile “serie di sfortunati eventi”…

Morale 2: quando fai un lungo viaggio con un’Audi porta sempre la chiave di riserva…

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3 Responses to “Resoconto di Torino – La partenza”

  1. avatar felixsin ha detto:

    A leggere questo post RABBRIVIDISCO…
    Firmato: quello che, dopo essersi dimenticato le chiavi nel cappotto, si è pure fatto 1200 km anda, rianda e ri/ri-anda…

    • avatar Pamela ha detto:

      Ihihihihih se c’era qualcuno che ancora non lo sapeva, adesso stai proprio tranquillo che lo sapranno tutti!! Però hai un futuro da camionista!! 😀

  2. avatar Serena ha detto:

    ahhahah le comiche !!!
    cmq Pam mi è appena arrivato il regalino :)))
    a me piacciono tantissimo le cose profumate,candele e quant’altro e questa è bellissimaaaa 😀 grazie !! appartiene a qualche progetto visto che è dell’unicef?

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