Japan time!

venerdì 12 giugno 2015

In partenza per il GiapponeCiao a tutti,

eccomi di ritorno dal Giappone!!

Certo che non posso allontanarmi un attimo dall’Italia che subito mi tirate fuori una legge sui cookie che mi fa perdere giornate e soprattutto il sonno! Altro che jet leg!!a117

Ora che ho sistemato tutto sono più tranquilla e posso riprendere finalmente in mano il blog e parlarvi del mio viaggio con un ritardo mostruoso.

Ve ne parlerò per punti, cercando di essere sintetica, così spero di non annoiarvi troppo!!

Volo

Se avete paura di volare questo non è il viaggio che fa per voi: sono quasi 13 ore di volo il diretto Roma-Tokyo, ma già vi anticipo che secondo noi ne vale la pena.

Clima

Maggio solitamente è un buon mese per visitare il Giappone, non piove molto, non ci sono tifoni e non fa troppo caldo.

Solitamente.

Non quest’anno. a170

Il giorno dopo il nostro arrivo siamo stati accolti dallo strascico del super tifone Noul che fortunatamente a Tokyo era diventato una semplice tempesta tropicale. Dico fortunatamente perchè vista la violenza del vento e della pioggia non oso immaginare cosa deve essere stato quando aveva potenza 5. Non sapevamo del suo arrivo e ci ha sorpresi a Shibuya mentre facevamo shopping, poche ore dopo [spoiler] l’acquisto dei nostri Apple Watch che si sono inzuppati ma “orologio bagnato, orologio fortunato” e a parte un sacchetto di carta da buttare, confezioni e orologi (al polso) erano perfetti.a123 Sotto il nostro hotel la forza del vento e della pioggia erano incredibili, tanto che quando siamo arrivati in ascensore ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere perchè eravamo in condizioni pietose!!a078

Ma la notte ha smesso di piovere e dal giorno dopo non abbiamo più visto una goccia d’acqua, anzi abbiamo avuto sempre temperature massime da piena estate intorno ai 26/27° e un’escursione termica giorno/notte di 12/13°. Insomma quasi un clima da deserto… Per fortuna l’umidità era accettabile e non si sudava.

Comunque se dovete andare in Giappone vi consiglio di fare poco affidamento alle previsioni che potete trovare in Italia: pensate che il giorno prima di partire le temperature massime previste per Tokyo erano 18/20° ed era prevista pioggia per tutta la settimana. Purtroppo le valigie erano state fatte in funzione di quelle previsioni ed abbiamo potuto usare solo metà vestiti, quelli più leggeri…

Lingua

E’ vero. I giapponesi non parlano mezza parola di inglese. Nonostante siamo stati solo in posti turistici (Tokyo, Kyoto e Gero), la maggior parte delle volte che fermi un passante, tu chiedi in inglese, lui ti risponde in giapponese (supposto che risponda alla tua domanda…a001) ma gesticolando, quindi alla fine un po’ a senso ci si capisce… Per fortuna in aeroporti e stazioni ci sono anche le indicazioni in inglese e molti ristoranti hanno il menu tradotto e/o una vetrina con i “plastici” di tutti i piatti che preparano!!

Plastici di dolci in pasticceria giapponese

Plastici di dolci in pasticceria giapponese

Noi abbiamo risolto molte situazioni usando l’app Google Traduttore dell’iPhone, che ci consentiva non solo di comunicare mostrando a chi non parlava inglese le nostre domande tradotte in giapponese e viceversa, ma anche utilizzando la comoda funzione di traduzione di testi tramite foto.

Trasporti

Prima di partire abbiamo comprato il JR Pass per 2 settimane, un abbonamento sottoscrivibile solo da stranieri che consente di viaggiare gratuitamente su tutti i treni (ad eccezione di quelli super veloci chiamati Nozomi) e su alcune linee di autobus. Il suo prezzo sembra alto (oltre 300 euro a testa) ma se confrontato con i singoli biglietti non è così male. Pensate che Tokyo-Kyoto costerebbe oltre 100 euro sola andata. E’ esclusa la metro di Tokyo, ma non l’abbiamo presa spesso perchè tutte le principali attrazioni sono collegate anche dalle linee JR.

Dal treno per Gero: fiume e risaie

Dal treno per Gero: fiume e risaie

A Kyoto invece è più conveniente girare con i bus che non con la metropolitana che lì ha solo 2 linee.

Ci avevano parlato della estrema puntualità di tutti i mezzi di trasporto, ma non ci avevano detto che le stazioni principali sono enormi e non sempre chi ci lavora sa fornire indicazioni chiare in inglese per raggiungere il tuo treno, per cui ci è capitato una volta di interpretare male e ritrovarci sul binario sbagliato. Il brutto è che non ce ne siamo accorti fino a che non siamo saliti sul treno e abbiamo visto che sui nostri posti erano sedute due signore che (ovviamente) non parlavano inglese e non intendevano alzarsi. a268 Proprio mentre stavo per fiondarle fuori dal finestrino, b038una hostess ci ha detto che avevamo sbagliato treno, il nostro era su un altro binario e partiva 1 minuto dopo quello. a279Ok, avevamo letto che l’orario sulla nostra prenotazione era diverso, ma PER 1 SOLO MINUTO e visto che destinazione e numero del treno erano identici abbiamo pensato ad un errore di stampa. Ma i giapponesi non sbagliano mai su queste cose. Quindi non ci è rimasto che aspettare alla stazione il treno seguente che purtroppo partiva 2 ore dopo…a126

Un’altra app che ci è venuta in aiuto per muoverci nelle città (eufemismo per dire che senza di lei saremmo ancora a vagare per Tokyo…a115) è Google Maps in cui è possibile impostare anche la navigazione tramite mezzi pubblici: oltre a dare gli orari precisi dei mezzi da prendere con tutte le fermate intermedie, a volte è così precisa che ti dice anche in quale area della stazione bisogna andare per quel treno/metro. Davvero un’app salvavacanza!! a281

Internet, wifi e telefono

Vi ho parlato di alcune app che ci hanno aiutati in questa vacanza un po’ all’avventura (vi ricordo che abbiamo prenotato tutto da soli senza tour nè guide) che per funzionare però avevano bisogno di un collegamento costante ad internet. Come abbiamo gestito la cosa? Vi avevo anticipato che avevamo acquistato due sim dati giapponesi marca Docomo dall’Italia che ci sono poi state consegnate all’ufficio postale dell’aeroporto di Tokyo. In genere usavamo quelle, oppure ci appoggiavamo al wifi dell’hotel quando possibile. Sì, perchè le sim Docomo non erano granchè performanti (altro eufemismo per dire che facevano schifoa242) e bastava essere in mezzo a un paio di grattacieli oppure in una zona in cui il segnale prendeva poco che la connessione era lentissima, alla faccia della sim 4G!! a007

Il wifi degli hotel era leggermente meglio, ma non tanto. La prossima volta che andremo penso che prenderemo all’aeroporto delle sim a noleggio, costano meno e probabilmente vanno meglio.

Prima di partire avevo letto che era pieno di hot spot gratuiti: sbagliato!! a106 Ne abbiamo trovati pochi e generalmente non andavano bene o non ci si poteva collegare, quindi non fate affidamento su quelli.

Per quanto riguarda il telefono quindi, avendo la connessione dati potevamo solo mandare messaggi con l’iPhone oppure tramite Facebook. Un paio di videochiamate con Facetime però me le sono concesse quando la rete wifi dell’hotel permetteva… Tanto ormai la mia famiglia è tutta Apple-izzata…a002

Ristoranti e cibo in genere

Il capitolo “mangiare in Giappone” ci ha riservato più sorprese di quanto immaginassimo. Per questo motivo ho deciso di dedicargli un articolo a parte che leggerete nei prossimi giorni.

Hotel

Dal momento che il viaggio è stato un “fai da te”, per evitare questo:

abbiamo deciso di lasciare poco al caso e prenotare/pianificare tutto da casa (a dire la verità lo facciamo sempre, ma stavolta in modo più accurato).

A Tokyo abbiamo avuto la fortuna di trovare un hotel (Hotel Gracery Shinjuku) appena aperto in una zona molto centrale, a circa 500 metri dalla stazione dei treni e della metropolitana di Shinjuku. Per “appena aperto” intendo che due settimane prima c’era stata l’inaugurazione. Ovviamente era tutto nuovissimo e pulito. Eravamo al 21esimo piano, per cui anche la vista dalla camera era mozzafiato. Peccato che la camera fosse piccolissima (era impossibile tenere aperte contemporaneamente 2 valigie), come la maggior parte delle camere degli hotel nelle città in Giappone. a159 In compenso il bagno era enorme, quasi più grande della zona notte, con una stanza dedicata solo alla doccia/vasca da bagno.

Questo hotel è molto famoso a Tokyo, non solo perchè all’interno ha un cinema e una serie di ristoranti, non solo perchè ha una trentina di piani che la sera si illuminano componendo delle scritte (in giapponese, of course), ma anche per la presenza di Godzilla. c042Sì, avete letto bene, Godzilla, ovvero una gigantesca riproduzione realistica del mostro che alle 12 e alle 19 si anima sputando fumo (vapore) e lampi di luce dalla bocca. Purtroppo ci siamo sempre persi lo spettacolo perchè eravamo sempre in giro a quell’ora, ma su Youtube abbiamo visto che alla fine non era poi così entusiasmante… Però ai giapponesi piace questo genere di cose per cui pare che ogni giorno ci sia una piccola folla ad attendere il risveglio del mostro…

Anche a Kyoto siamo stati fortunati ed abbiamo trovato un hotel nuovo aperto da circa un anno, il Sakura Terrace. Moderno, vicinissimo alla stazione dei treni e sopra una fermata della metro e una dei pullman, questo hotel è stata un’ottima scelta che rifaremmo mille volte. a049Il pomeriggio ci sono acqua, thè, caffè e alcune bevande gratis, dalle 18 alle 22 c’è l’aperitivo gratis, l’accesso alla piscina interna è gratuito e le stanze sono leggermente più grandi di quelle di Tokyo.

L’hotel dell’ultima notte passata a Tokyo prima di tornare in Italia è stato invece deludente: il Sotetsu Fresa Inn Tokyo Kyobashi, vicino alla Tokyo Station è un posto da evitare secondo me. a020 Intanto la nostra camera era una di quelle accessibili anche direttamente dalla scala esterna di emergenza, senza alcuna porta che la isolasse dalla strada e considerato che eravamo appena al terzo piano, avevamo seri dubbi sulla nostra sicurezza (anche se il Giappone sembra il posto più tranquillo del mondo!!). Poi era buia e non aveva vista: l’hotel infatti era appiccicato ad un altro grattacielo e la finestra della camera era a non più di un metro di distanza dalla finestra dell’altro palazzo!! a263 E anche qui la sicurezza e la privacy secondo me lasciavano molto a desiderare… Per non parlare della camera stessa: minuscola e con una puzza infernale in bagno (secondo mio marito era candeggina, secondo me scarseggiava la pulizia…a249). Per fortuna siamo stati solo una notte in quel postaccio!!

Ryokan e Onsen

Prima di arrivare a Kyoto abbiamo passato una notte allo Yunoshimakan, un ryokan (hotel tradizionale giapponese) a Gero, un paesino in montagna famoso in tutto il Giappone per le sue terme. Siamo arrivati con due ore di ritardo per l’inconveniente con il treno di cui vi parlavo prima, ma alla fine abbiamo fatto comunque in tempo a fare 3 bagni nelle onsen (terme). Purtroppo non ho le foto perchè era vietato l’uso del costume: in Giappone infatti la maggior parte delle terme è accessibile solo se si è nudi, per questo motivo uomini e donne sono in vasche separate. a043 Per darvi un’idea della bellezza delle vasche, soprattutto quelle esterne, queste sono le foto del sito:

Ho scoperto solo lì che non tutte le acque termali puzzano di zolfo: quelle in particolare sono solo calde e sono note per migliorare le condizioni della pelle rendendola soffice e idratata (non a caso sono definite “beauty-enhancing hot spring water”). Dopo 3 bagni in meno di 12 ore posso confermare che sulla mia pelle notoriamente secchissima qualche beneficio in termini di idratazione l’ho notato.

Peccato che invece le terme private fossero orribili: delle stanzette tristissime con una puzza nauseante di umido e una vasca di acqua calda che sembrava lì da secoli… Un po’ come la vasca che avevamo nel bagno della camera, in legno ammuffito: un vero peccato anche questa perchè avevamo una splendida vista dall’undicesimo piano dell’hotel e la vasca era proprio davanti alla finestra…a057

Per quanto riguarda la cena, è stata fantastica!! Ci hanno portato moltissimi assaggini e abbiamo mangiato in camera come da tradizione. Poi una volta finito, hanno tolto tutto e in meno di un minuto hanno preparato i futon dove abbiamo dormito meravigliosamente. Considerate che essendo in montagna il piumino era indispensabile!!

Il benvenuto in camera

Il nostro benvenuto in camera

Relax!!

Relax!!

In tenuta da camera con yukata (kimono più pratico e leggero) e calzette giapponesi

In tenuta da camera con yukata (kimono più pratico e leggero) e calzette giapponesi

Gero Cena tipica

Cena tipica giapponese: come vedete c’è un mondo oltre al sushi…

La mattina dopo la colazione era anch’essa tipica e sento ancora mio marito che si lamenta per quello che (non) ha mangiato… Capisco che per uno abituato a latte con cornflakes e frutta secca e un caffè Nespresso, mangiare sushi, zuppe calde e pesci arrosto appena svegli può essere uno shock, ma io sono dell’idea che bisogna anche adeguarsi alle abitudini dei posti in cui siamo, evitando di trasformarsi in lui alla ricerca di uno Starbucks:

coffe my precious

Persone

Durante i primi giorni ho seriamente pensato di essere su un altro pianeta, non tanto per la differenza del paesaggio (che a Tokyo è molto simile ad altre grandi metropoli come New York), quanto per la gentilezza e disponibilità delle persone. E’ vero che nessuno sa l’inglese, ma l’impegno che ci mettono per aiutarti a capire una strada se ti sei perso (una signora ci ha addirittura accompagnati per 800 metri fino al nostro hotel una sera!!a313), o per spiegarti gli ingredienti di un piatto, sono inusuali in qualsiasi altra parte del mondo (almeno di quello che ho visitato io).

Le persone qui sono sempre sorridenti, timide ma simpatiche e nei negozi non smettono di ringraziarti anche se esci senza aver comprato niente.

Forse la parte migliore di questo viaggio sono state proprio le persone.b014

Tokyo

Tokyo come dicevo è una grande metropoli, simile a New York ma tenuta meglio. Considerate che ogni quartiere di Tokyo ha un parco con all’interno almeno un tempio buddista o shintoista (che poi abbiamo capito essere due lati della stessa religione, il buddismo, che più che religione è una filosofia di vita).

Abbiamo anche avuto la fortuna di capitare proprio quando nel quartiere storico di Asakusa c’era una tra le più importanti cerimonie religiose di Tokyo, Sanja Matsuri, una sfilata per le vie del quartiere di decine di “mikoshi” (mini templi) che vengono trasportati a spalla dai fedeli mentre cantano e ballano e rendono omaggio davanti al tempio shintoista Senso-ji. Il tutto immerso in un parco dove centinaia di bancarelle vendevano ogni tipo di cibo da asporto…

Lascio la parola a qualche foto, che spiega meglio delle parole.

Giardino giapponese: non sembra proprio di essere dentro una metropoli come Tokyo!

Giardino giapponese: non sembra proprio di essere dentro una metropoli come Tokyo!

Tempio shintoista visto dall'interno

Tempio shintoista visto dall’interno

Tempio shintoista portale ingresso

Uno dei portali di accesso al tempio

Sanja Matsuri Budda

Ecco Sanja Matsuri: quelli sopra portano una specie di altare e ballano, quelli sotto sono su un carretto e suonano strumenti strani...

Ecco Sanja Matsuri: quelli sopra portano una specie di altare e ballano, quelli sotto sono su un carretto e suonano strumenti strani…

Sanja Matsuri Mikoshi

Mikoshi

Sanja Matsuri festival

Ecco cosa intendevo per “camminano mentre ballano e cantano”:

Pesci rossi: sono in tutti i laghetti, un po' per combattere le zanzare, un po' perchè sono considerati portafortuna

Pesci rossi: sono in tutti i laghetti, un po’ per combattere le zanzare, un po’ perchè sono considerati portafortuna

Bancarelle e street food

Bancarelle e street food

Kyoto

Kyoto ci è piaciuta più di Tokyo perchè l’abbiamo vista come più tradizionale e vivibile. E’ più verde, con un’area immensa dedicata ai templi e relativi giardini. Abbiamo anche visto le scimmie in un parco vicino alla foresta di bambù, subito fuori città: non sapevo che fossero così cattive, non puoi neanche guardarle che subito tirano fuori i denti e se non stai attento ti rincorrono per morderti. a283Penso che siano gli animali più antipatici che abbia mai visto.a028

L’esperienza che però ci ha colpito di più è stata la cerimonia del thè indossando il kimono. a228 La signora dell’associazione WAK Japan ci ha spiegato che generalmente dura 4 ore, ma viene fatta in forma “breve” per i turisti. Mi sono cimentata anche io nella preparazione, con risultati poco soddisfacenti, ma ci è piaciuto così tanto che abbiamo comprato il set per replicarlo a casa. Così la prossima volta che andrò in Giappone sarò più preparata. Già dalle foto mi scambiavano per giapponese…

Kyoto tempio

Suona il gong…

Kyoto giardini e tempi

… ed esprimi un desiderio!!

Kyoto Parchi

I meravigliosi giardini giapponesi all’interno dei templi

Kyoto templi

Pagode, templi e statue giganti di Budda

La riconoscete quella giapponesina con l'Apple Watch?

La riconoscete quella giapponesina tutta presa con la cerimonia del tè?

Acquisti e prezzi

Un consiglio: non andate in Giappone per fare acquisti! a238Soprattutto adesso non è un buon momento perchè non solo i prezzi sono più alti che da noi, ma il cambio di questo periodo non è dei migliori (quando siamo andati noi 1 euro = 135 yen). L’unico acquisto importante che abbiamo fatto sono stati i due Apple Watch visto che in Italia ancora non erano usciti (a proposito, interessa review a un mese dall’acquisto da parte di una ex scettica?) ed abbiamo risparmiato circa 160 euro totali rispetto al prezzo di listino in Italia.

Apple Watch Sport white

I prezzi sono alti nonostante la tassazione sulle vendite (la nostra IVA) sia solo dell’8%, inoltre per quanto riguarda prodotti acquistati nei centri commerciali è possibile ottenere un tax refund del 6,9% se si ha un passaporto straniero. Abbiamo potuto sfruttare questa opportunità solo per gli Apple Watch e i prodotti Shiseido comprati a Ginza, la via “in” di Tokyo, dove è presente il primo negozio di questo brand di cui vi parlerò più in dettaglio nel post sul makeup.

La cosa strana del Giappone è che, a differenza di tutto il resto, si risparmia moltissimo sul cibo: riuscivamo a mangiare in due con meno di 50 euro al giorno. E questo ci ha aiutati a contenere il prezzo della vacanza che alla fine ci è costata meno di quelle negli States, con la differenza che da lì in genere torniamo con le valigie piene di vestiti e cose tecnologiche, qui invece non abbiamo comprato neanche dei souvenir perchè costavano troppo. Giusto qualche dolcetto tipico che però abbiamo già finito…a204

E questo è tutto per il mio post chilometrico sul Giappone. Io ci ho provato a essere sintetica, ma gli argomenti di cui mi piaceva parlarvi erano troppi. a094A breve pubblicherò anche gli approfondimenti sul cibo e sul makeup!

E voi siete state in Giappone? Avete anche voi notato tutte queste cose strane?

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14 Responses to “Japan time!”

  1. avatar Enza ha detto:

    Paaammm!!!!! Eccoti finalmente!
    Uh, come mi è piaciuto quest post!
    Ma pensa, nello stesso periodo in cui sei andata tu, ci sono stati anche dei miei colleghi e mi fa strano perchè le foto sulla “festa patronale” in cui fanno ballare le statue votive sono praticamente le stesse che hanno fatto i miei colleghi. Infatti le ho guardate attentamente casomai scorgevo quale faccino familiare… Sarebbe stato il colmo! 😀
    Ed anche loro si sono beccati il tifone… Mammamia!! O.O
    Una cosa che mi è piaciuta tantissimo del tuo racconto e l’esperienza che hai avuto a Gero e l’atmosfera estremamente orientale. Sembrava di sentire le musiche tradizionali giapponesi emergere da quelle foto. Ma che bello…
    E poi tu che prepari il the con l’abito tradizionale, che bellina che eri! Ma l’acconciatura l’hai fatta tu?? Eri perfetta 😉
    Comunque è davvero tutto molto strano e credo proprio che un viaggio del genere faccia bene un po’ a tutti per immagazzinare nuove esperienze che ci cambiano dentro.
    Io sarei proprio curiosa di vedermi in una dimensione come quella del Giappone. Una cosa che mi fa strano è che tutti quelli, compresa tu, che mi hanno parlato del Giappone, dicono che non sanno una parola di inglese ma fanno di tutto per farsi capire per aiutare i visitatori in difficoltà, e questa cosa faccio fatica a realizzarla mentalmente. Ma poi perchè non sanno l’nglese? E’ una sorta di discriminazione nei confronti degli inglesi o degli americani che se la portano dalla seconda guerra mondiale? O_ò
    Vabbè alla fine poco importa se si riesce in ogni caso a risolvere i problemi.
    Ok, aspetto altri aneddoti sul tuo viaggio! 🙂

    un bacio e ben tornata sulla blogosfera!!!!!
    Enza

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao Enza!!!
      E pensa che il bello deve ancora venire (sto finendo di scrivere il post sui ristoranti…).
      Pensa che anche una nostra amica giapponese che vive a Siena era in Giappone proprio in quel periodo, infatti abbiamo passato un paio di giorni insieme…
      Il tifone alla fine era una tempesta tropicale e a parte il vento non era poi così spaventoso come i temporali dei giorni scorsi qui con tuoni lampi e scrosci di pioggia e grandine: quelli sì che erano tifoni!! 🙂
      Anche a me è piaciuta molto Gero, infatti se un giorno torneremo sicuramente eviteremo di stare 1 settimana a Tokyo ma ci concentreremo su Kyoto e paesi in montagna come Gero o in campagna.
      L’acconciatura della cerimonia del the me l’ha fatta la signora che vedi accanto a me in 10 secondi (che è quella che ci ha vestiti con gli abiti tradizionali): ha raccolto i capelli formando una specie di “banana” e poi li ha fermati con un fermaglio a pettine con dei fiori.
      In effetti il Giappone è un altro mondo: se hai occasione ti consiglio di andarci.
      Per la lingua, non preoccuparti, nei casi più disperati usa google translate dal tuo smartphone (mi raccomando la connessione dati è indispensabile!!). Anche a noi prima di partire sembrava strano, infatti io ero piuttosto spaventata di questo, ma considera che nei posti più turistici (hotel, stazioni, aeroporti…) le indicazioni sono anche in inglese e qualcuno in più che conosce tre parole di base lo trovi… E compensano con la disponibilità e gentilezza!!
      Il motivo per cui non conoscono l’inglese penso sia l’attaccamento alle loro tradizioni e un po’ di sano patriottismo. Nonostante questo abbiamo incontrato diverse scolaresche (bambini di 8/9 anni tutti in divisa) che parlavano inglese molto meglio degli adulti perchè immagino lo studino a scuola. Non penso che i motivi siano da ricercare nella sconfitta della seconda guerra mondiale, altrimenti nessun giapponese andrebbe mai a Pearl Harbour, mentre ti assicuro che le Hawaii, soprattutto Honolulu sembra più una colonia del Giappone che non uno stato americano!! 😀
      A presto
      Un bacio :-*

  2. avatar Ery ha detto:

    Oddio il Giappone è un mio sogno, che non realizzerò mai, mi piace tanto leggere i racconti di chi c’è stato.

  3. avatar Chiara ha detto:

    che invidia! soprattutto per i giardini e i paesaggi

  4. avatar makeupnonsolo ha detto:

    Ho letto questo post tutto d’un fiato….(ora lo faccio leggere anche a Riccardo così faccio rivivere quei posti anche a lui)
    Vedo che avete fatto tante cose belle. La cerimonia del thè deve essere stata favolosa, come anche gli onsen che noi non abbiamo fatto. Ho riso quando ho visto l’hotel con Godzilla. Noi a Tokyo eravamo all’hotel di fronte e dalla nostra finestra si vedeva Godzilla! ahahah
    Non vedo l’ora di vedere cosa avete mangiato 🙂
    Io sarei molto interessata all’Apple watch visto che sono molto molto scettica!

    • avatar Pamela ha detto:

      Sono contenta che ti sia piaciuto il post… Fa piacere anche a me scriverli, così quando dopo tempo li rileggo, rivivo anche io quei ricordi…
      Ma dai?? Proprio vicino al nostro hotel!! Quando siete andati voi ancora non era aperto, ma forse avevano già finito di costruire il mostro… 😀
      A breve pubblicherò anche il menu di viaggio, con tanto di foto e propositi distruggi-diete… 😛
      Per l’Apple Watch mi sto organizzando, vorrei anche il supporto del marito nello scrivere l’articolo, ma glissa sempre… :-/

  5. avatar Flò ha detto:

    che carrellata pazzesca di foto, che belle!!! mi piacerebbe visitare il Giappone, ha un fascino particolarissimo.
    flò

    http://lafloppola.blogspot.it

  6. avatar Fefy ha detto:

    Ci ho messo settimane per riabituarmi alla “civiltà” occidentale. Nonostante loro siano tanti di più, non sono mai stata così rilassata. Con tanto di folla composta che è andata a fare il saluto annuale all’imperatore lasciando 1 metro quadrato di spazio tra ogni persona… e senza nessuno ad imporglielo!

  7. avatar Vale ha detto:

    Ciao PAM! Ho scoperto da poco il tuo blog ed ho letto con piacere tutto ciò che riguarda il tuo viaggio in Giappone! Anche io partirò quest’anno (settembre) e vorrei farti qualche domanda! Ti sei trovata bene con wak japan? Sai se per caso prevedono guide parlanti in italiano? Ed infine.. quanto tempo prima hai prenotato?
    Ti ringrazio

    • avatar Pamela ha detto:

      Ciao Vale,
      Intanto benvenuta! 🙂
      Riguardo al Giappone, puoi farmi tutte le domande che vuoi!! Ci sono stata solo una volta (che non sarà l’ultima…), ma per quello che so ti aiuto davvero volentieri!!
      Mi sono trovata benissimo con Wak Japan, come un po’ in tutto il Giappone, paese dove non abbiamo mai trovato una persona scortese!!
      Wak Japan è un’associazione che si occupa di far conoscere principalmente ai turisti ma non solo, le tradizioni di Kyoto e più in generale del Giappone. Le signore che la gestiscono sono estremamente gentili e cortesi, ma almeno due anni fa non c’era nessuno che parlava italiano. In compenso parlano molto bene e piuttosto lentamente l’inglese. 🙂 Io ho prenotato per email (scrivendo in inglese) circa 2/3 settimane prima di andare, non ho avuto problemi a trovare posto, stai solo attenta a dove prenoti perchè hanno più sedi distanti l’una dall’altra. Ho visto che adesso è cambiata la procedura di prenotazione e c’è un form direttamente sul sito con la possibilità di pagare con carta di credito (all’epoca si poteva anche con paypal, ora non mi sembra).
      Comunque ti consiglio di scrivergli se hai dei dubbi sul loro servizio, rispondono in fretta e sono cortesi.
      In caso io sono sempre qui 😉

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